Divieti e Resistenza: Il Movimento No Tav non si Ferma a Susa
Nonostante i divieti imposti dalla Prefettura di Torino riguardanti il campeggio libero a Susa, Bussoleno e Venaus, il movimento No Tav conferma la propria determinazione a proseguire l’iniziativa programmata dal weekend. La Prefettura ha emesso ordinanze che vietano l’accesso a sentieri, campi e parcheggi nelle vicinanze dei cantieri dell’Alta velocità ferroviaria, in risposta agli scontri della scorsa settimana, riporta Attuale.
Le ordinanze mirano a prevenire ulteriori tensioni e violenze, imponendo restrizioni, incluso il divieto di possesso di maschere antigas e altri oggetti potenzialmente pericolosi utilizzati dai più violenti tra gli attivisti No Tav. Nonostante ciò, i membri del movimento hanno replicato che il campeggio si terrà, promettendo un’esperienza “più divertente” di quanto originariamente previsto.
Inizialmente, l’evento era descritto dai promotori come un momento di “convivialità, lotta, autogestione e scambio di saperi”, privo di piani per cortei o assalti ai cantieri. Tuttavia, l’anticipazione di una “serata di lotta” prevista per domani ha sollevato preoccupazioni tra le autorità. Gli ordini restrittivi sono stati ampliati nel corso della giornata, mentre gli attivisti montavano tende e amache nella zona di Venaus, dove si erano accampati lo scorso fine settimana.
Nonostante i divieti, gli attivisti hanno mantenuto una presenza in Venaus, dichiarando che le restrizioni riguardano solo il campeggio: “Possiamo mangiare, stare in piedi, seduti, sdraiati”. Hanno anche annunciato che le loro attività proseguiranno “giorno per giorno”, con comunicati stampa che contestano l’uso della forza da parte delle autorità. “Le lotte sociali e la battaglia contro il Tav ci hanno insegnato che a problemi ci sono sempre soluzioni, dunque andiamo avanti”, hanno affermato, sottolineando la loro intenzione di continuare le discussioni su temi legati al Tav e alla guerra.
Le indagini sugli scontri avvenuti la scorsa settimana presso il cantiere di Chiomonte sono in corso, condotte dalla Digos di Torino. Due antagonisti di origine tedesca sono stati arrestati e si sta indagando sulla premeditazione del piano per l’attacco. D’altra parte, il movimento No Tav ha contestato le accuse dei pubblici ministeri, sottolineando che storicamente tali accuse tendono a risultare sproporzionate rispetto ai fatti. In un documento pubblicato online, si accusa il sistema di usare lo “spauracchio del blocco nero” per giustificare misure sempre più severe contro la partecipazione “spontanea e trasversale” di molte persone.