Appello contro il proscioglimento del colonnello Cagnazzo nel caso dell’omicidio di Angelo Vassallo
Salerno, 8 maggio 2026 – Colpo di scena nel caso dell’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo: la Procura e la Procura generale di Salerno hanno presentato un appello contro il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo, riporta Attuale. Questo nuovo sviluppo interviene in una vicenda giudiziaria che si protrae dal 5 settembre 2010, data in cui Vassallo fu assassinato a Acciaroli, colpito a morte da proiettili mentre rientrava a casa. La Procura di Salerno, in cooperazione con la Procura generale presso la Corte di appello, ha depositato ieri un appello contro la sentenza del G.U.P. del Tribunale di Salerno del 27 marzo 2026, pubblicata il 27 aprile 2026, che aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, accusato di concorso nell’omicidio di Vassallo e di partecipazione ad un’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, chiedendo il rinvio a giudizio.
Il crimine si è verificato alle 22 del 5 settembre 2010 quando Vassallo, mentre tornava a casa a bordo di un’Audi A4, è stato bloccato da un’auto in contromano. Due uomini sono scesi dal veicolo e hanno sparato nove colpi, colpendolo in cuore, testa e gola a distanza ravvicinata. Il sindaco è deceduto sul colpo; il suo corpo è stato rinvenuto da un fratello, allarmato dalla compagna del defunto che non lo aveva visto rientrare. Non ci sono testimoni oculari della vicenda e l’arma del delitto non è stata ancora rintracciata.
Un’importante svolta nelle indagini è avvenuta nel 2024, dopo 14 anni dall’assassinio. Sono stati arrestati quattro individui: l’imprenditore Giuseppe Cipriano, il colonnello Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere dell’Arma Lazzaro Cioffi e il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, figlio del boss del clan di Scafati, Loreto-Ridosso.
A otto mesi dall’arresto, tuttavia, il colonnello Cagnazzo è stato rilasciato, portando a una nuova evoluzione della situazione giudiziaria.