Colombia: Bombardamenti Ordinati da Petro Causano Morti Minorili e Riaccendono il Dibattito Etico
A metà novembre, un bombardamento nell’area amazzonica del Guaviare, autorizzato dal presidente colombiano Gustavo Petro, ha provocato la morte di 20 persone, tra cui sette adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni. La questione della legittimità di tali attacchi, in particolare quando coinvolgono minorenni, riemerge con forza nel dibattito politico e mediatico colombiano, riporta Attuale.
Questi non sono i primi casi recenti di minori uccisi in azioni simili: dal mese di agosto, sono stati registrati 15 decessi in operazioni militari diverse, il più giovane dei quali aveva solo 10 anni. Nonostante le critiche del passato riguardo alle operazioni letali contro i minorenni, Petro difende la sua decisione, definendo l’attacco “doloroso ma necessario”.
Il dibattito si intreccia con il controverso tema del reclutamento di bambini da parte dei gruppi guerriglieri. I sostenitori delle operazioni militari sostengono che astenersi dal colpire i gruppi comprendenti minori potrebbe incoraggiarli ad arruolare più giovani, certi che non saranno bersaglio.
Gustavo Petro, primo presidente di sinistra della Colombia, ha al centro della sua agenda politica la “Paz Total”, un’iniziativa per la cessazione delle ostilità e della violenza da parte dei gruppi armati. Tuttavia, questo obiettivo ha subito un duro colpo, con le negoziazioni con i dissidenti delle FARC che si sono interrotte nel 2024.
Di fronte a un controllo crescente da parte di alcuni di questi gruppi, Petro ha dunque autorizzato operazioni militari più incisive, nel tentativo di ripristinare l’autorità dello stato nelle regioni più remote del paese.
L’operazione del Guaviare mirava a neutralizzare circa 150 membri dell’EMC, il gruppo guidato da Néstor Gregorio Vera, noto come Iván Mordisco, uno dei fuggitivi più ricercati in Colombia. Pur avendo colpito l’EMC, l’operazione ha suscitato dubbi sulla capacità delle forze della sicurezza di identificare correttamente obiettivi militari.
I gruppi guerriglieri come quello di Mordisco reclutano spesso bambini, utilizzando sia la coercizione che la persuasione. Si stima che nel 2024 ci siano state circa 600 denunce di reclutamento, ma si ritiene che il numero reale sia molto più alto.
I bambini vivono accanto ai guerriglieri adulti e, in molti casi, sono impiegati come “scudi umani”. Il governo, invece, ha giustificato i bombardamenti, sostenendo che gli obiettivi fossero guerriglieri e non civili, affermando che interrompere l’operazione in presenza di minorenni potrebbe alterare la dinamica del reclutamento.
Questa posizione, che ha sempre sollevato controversie, è stata storicamente criticata dalla sinistra. Ancora nel 2019, l’uccisione di sette minori durante un bombardamento portò alle dimissioni del ministro della Difesa dell’epoca. Oggi, Petro sembra giustificare le sue azioni come lecite secondo il diritto internazionale umanitario.
Anche Iván Cepeda, attivista per i diritti umani e candidato presidenziale della sinistra nel 2026, non ha condannato esplicitamente gli attacchi, contrariamente al suo passato.
L’opposizione ha inoltre messo in dubbio l’efficacia dei servizi di intelligence, sostenendo che non esistessero informazioni sufficienti sugli obiettivi militari. Tuttavia, il comandante dell’esercito, Luis Emilio Cardozo Santamaría, ha respinto le critiche, affermando che i servizi segreti funzionano in modo efficace pur ammettendo la complessità di identificare l’età precisa all’interno dei gruppi guerriglieri.