Incontro tra Libano e Israele a Washington: un passo inedito nei negoziati di pace
Nel pomeriggio di martedì è iniziato a Washington l’incontro tra i rappresentanti del Libano e di Israele, per un negoziato mediato dagli Stati Uniti. I due paesi non hanno relazioni diplomatiche e normalmente non comunicano direttamente, ma la crisi attuale ha costretto a questo primo incontro in decenni, riporta Attuale.
Il negoziato presenta un aspetto insolito: i libanesi e gli israeliani discuteranno di un potenziale accordo per fermare i combattimenti tra le forze armate israeliane e Hezbollah, il gruppo militante libanese finanziato da Teheran, che non partecipa ai colloqui. Hezbollah ha esplicitamente ordinato ai rappresentanti del governo libanese di non partecipare a Washington, definendo l’incontro un tradimento del Libano. Alcuni funzionari hanno già avvertito che il gruppo non si sentirà vincolato dalle decisioni prese negli Stati Uniti.
Hezbollah opera come un esercito al servizio del regime iraniano, con un’adeguata organizzazione militare e risorse, inclusi razzi e un servizio di intelligence. Il gruppo ha anche una presenza politica in Libano, con rappresentanti in parlamento, oltre a mantenere una rete di servizi sociali come scuole e ospedali.
Martedì 3 marzo, Israele e Stati Uniti hanno portato a termine bombardamenti sull’Iran, intensificati nei giorni precedenti, mentre i guerriglieri di Hezbollah hanno iniziato a lanciare razzi contro le città israeliane in una rappresaglia per l’uccisione della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei. Israele ha reagito con bombardamenti massicci sul Libano e un’invasione di terra, mirata a controllare «a tempo indeterminato» una striscia di territorio nel sud del Libano profonda almeno 25 chilometri.
Il governo libanese ha affermato che la guerra condotta da Hezbollah non rappresenta gli interessi dei libanesi, soprattutto a causa delle devastanti conseguenze dei bombardamenti israeliani. Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha dichiarato che le azioni di Hezbollah «non tengono conto dell’interesse del Libano né della vita del suo popolo», sottolineando che sono governate dai calcoli del regime iraniano.
Il giorno successivo, mercoledì 8 aprile, gli aerei israeliani hanno condotto circa 100 raid aerei in un lasso di tempo molto breve, uccidendo circa 350 persone, inclusi molti combattenti di Hezbollah e civili. Per il governo libanese, le decisioni di Hezbollah di condurre la guerra contro Israele pongono un pesante costo sui libanesi.
La tensione tra il governo e Hezbollah potrebbe generare scontri armati, con il governo libanese che potrebbe tentare di imporre un cessate il fuoco al gruppo militante. A inizio marzo, Aoun aveva già proposto un piano per colloqui diretti tra Libano e Israele, chiedendo il ritiro israeliano dai territori libanesi e il supporto della comunità internazionale per l’esercito libanese.
La guerra tra Israele e Hezbollah era terminata nel novembre 2024 con un cessate il fuoco, che prevedeva il disarmo di Hezbollah, obiettivo mai raggiunto. Negli ultimi anni, Hezbollah ha visto una diminuzione del suo potere e della sua influenza a seguito degli attacchi israeliani, tra cui operazioni non convenzionali che hanno indebolito il gruppo.
Il negoziato di Washington avviene mentre i combattimenti continuano; le forze israeliane hanno intensificato le operazioni nel sud del Libano e i lanci di razzi da parte di Hezbollah verso Israele sono aumentati. Attualmente, l’esercito israeliano ha quasi completamente circondato Bint Jbeil, una città simbolo di Hezbollah a breve distanza dalla frontiera.
Il governo libanese cerca almeno una riduzione delle operazioni militari e delle incursioni israeliane, mentre Israele spinge per ottenere il disarmo completo di Hezbollah e il rafforzamento delle proprie posizioni lungo il confine. Questo tentativo diplomatico è parte delle trattative più ampie tra Iran e Stati Uniti, con il regime iraniano che richiede la cessazione della guerra israeliana in Libano come condizione per proseguire i negoziati. L’amministrazione statunitense, al contrario, desidera separare i due conflitti, cercando di mantenere la pressione su Hezbollah e sull’Iran.
La situazione attuale resta critica, con Israele che ha mantenuto una posizione inflessibile riguardo alla guerra in Libano e i bombardamenti che, sebbene rallentati, continuano a essere un elemento centrale della strategia israeliana nella regione.