Orbán rafforza i poteri del presidente in vista delle elezioni ungheresi del 2026

05.12.2025 11:30
Orbán rafforza i poteri del presidente in vista delle elezioni ungheresi del 2026
Orbán rafforza i poteri del presidente in vista delle elezioni ungheresi del 2026

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán si prepara a blindare l’istituzione presidenziale prima delle cruciali elezioni parlamentari dell’aprile 2026. Secondo quanto riportato da Bloomberg, i deputati di Fidesz hanno presentato un emendamento che sottrae al Parlamento il potere di dichiarare il presidente della Repubblica incapace di esercitare le sue funzioni, trasferendolo alla Corte costituzionale. In un sistema in cui l’esecutivo è dominato dal premier e il capo dello Stato svolge un ruolo prevalentemente cerimoniale, la modifica assume un significato strategico: se Fidesz perdesse la maggioranza dopo quindici anni di governo ininterrotto, il presidente Tamás Sulyok — eletto nel 2024 grazie alla maggioranza assoluta del partito — resterebbe in carica fino al 2029 e potrebbe rinviare le leggi sgradite o chiedere verifiche alla Corte costituzionale. La riforma arriva nel mezzo di una campagna elettorale anticipata, iniziata de facto già nella primavera 2025, quando la popolarità di Orbán ha iniziato a calare sensibilmente. Anche Eurointegration ha sottolineato come la proposta rafforzi l’influenza politica del premier attraverso un controllo consolidato sul presidente e sull’organo costituzionale.

Una Corte costituzionale modellata dal premier e un presidente vicino a Fidesz

Secondo gli osservatori, il trasferimento dei poteri al tribunale costituzionale non garantisce maggiore indipendenza istituzionale, poiché la Corte è stata gradualmente occupata da figure vicine al governo. Il suo attuale presidente, Péter Polt — già procuratore generale e storico alleato di Orbán — è stato eletto nel 2025 per un mandato di dodici anni. Anche il presidente Sulyok proviene dalla stessa Corte, rafforzando il controllo politico dell’esecutivo uscente sulle massime cariche dello Stato. I promotori della legge sostengono che essa previene “decisioni potenzialmente erronee” del Parlamento, ma le opposizioni parlano di una mossa preventiva per aggirare un possibile cambio di maggioranza. In un contesto in cui Fidesz affronta un arretramento nei sondaggi, la riforma offre a Orbán un argine istituzionale che potrebbe rallentare o ostacolare le iniziative legislative di un futuro governo alternativo.

L’avanzata dell’opposizione e la strategia pre-elettorale del governo

Per la prima volta dal 2010, Fidesz rischia di perdere il controllo del Parlamento. I sondaggi indicano che il partito Tisza di Péter Magyar ha rafforzato il proprio consenso e potrebbe formare una coalizione governativa con altre forze di opposizione. Orbán confida nel peso dell’apparato statale e nella forza del sistema mediatico filo-governativo, ma prepara anche scenari per una possibile transizione all’opposizione. In questo clima di incertezza, il premier ha annunciato misure economiche ad alto impatto simbolico, come l’aumento dell’11% del salario minimo per il 2026, dopo un accordo con imprese e sindacati e come riportato da Bloomberg. Tuttavia, l’aumento risulta inferiore al 13% previsto in precedenza e riflette le difficoltà dell’economia ungherese, che nel 2025 ha registrato stagnazione o crescita minima in diversi trimestri. Il governo punta sui consumi interni per stimolare l’economia, replicando una strategia già utilizzata negli anni recenti, mentre amplia ulteriormente spese sociali e programmi mirati alle famiglie.

Spesa pubblica, incentivi sociali e tentativi di recupero elettorale

Negli ultimi mesi, Fidesz ha intensificato programmi di sostegno economico rivolti a famiglie e giovani, tra cui nuove agevolazioni fiscali per le madri e un ampliamento delle sovvenzioni sui mutui per l’acquisto della prima casa. Secondo analisi citate da Eurointegration, tali misure hanno temporaneamente ridotto il divario nei sondaggi tra Fidesz e Tisza, ma non sembrano invertire la tendenza di fondo. Orbán spera che un uso massiccio della leva fiscale e del welfare aiuti a rinsaldare il consenso nelle aree rurali e tra i gruppi sociali che hanno sostenuto il partito negli ultimi quindici anni. Tuttavia, la persistente debolezza del PIL e il rialzo dei prezzi continuano a logorare la fiducia degli elettori. In questo scenario, il rafforzamento dei poteri presidenziali appare come una mossa preventiva che potrebbe assicurare a Fidesz un’influenza duratura sul processo legislativo, anche in caso di sconfitta alle elezioni del 2026.

1 Comment

  1. Mah, questa manovra di Orbán sembra una mossa disperata! 😡 È incredibile come si cerchi di consolidare il potere in un momento così critico. Non so, ma mi pare che stiamo assistendo a una sorta di deriva autoritaria… E noi qui in Italia pensiamo di avere problemi!

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