La federazione internazionale di sambo riabilita Russia e Bielorussia nelle competizioni globali

05.12.2025 12:20
La federazione internazionale di sambo riabilita Russia e Bielorussia nelle competizioni globali
La federazione internazionale di sambo riabilita Russia e Bielorussia nelle competizioni globali

La Federazione Internazionale di Sambo (FIAS) ha annunciato che, a partire dal 1° gennaio 2026, gli atleti russi e bielorussi potranno tornare a gareggiare sotto le rispettive bandiere nazionali e con i propri inni. La decisione, comunicata dopo una riunione del Comitato esecutivo e resa pubblica attraverso un comunicato ufficiale sul sito della federazione, rappresenta un cambio di rotta significativo rispetto alle misure adottate nel 2022, quando lo sport mondiale aveva reagito all’invasione russa dell’Ucraina espellendo o sospendendo atleti delle due nazioni. Il presidente di FIAS, Vasily Shestakov, ha dichiarato che la scelta “riporta la situazione nel quadro giuridico basato sui diritti uguali per tutti i membri” e prosegue la linea già avviata con il ripristino della simbologia nazionale per gli atleti junior, come evidenziato nell’annuncio pubblicato su FIAS. Anche Euronews ha ripreso la notizia, sottolineando le reazioni divergenti nel mondo sportivo internazionale.

Un ritorno che sfida le sanzioni sportive globali

La scelta di riammettere Russia e Bielorussia arriva in un contesto in cui molte federazioni internazionali hanno mantenuto restrizioni rigorose. Le sospensioni del 2022 erano state concepite come risposta immediata alla violazione dell’integrità territoriale ucraina, nonché come forma di pressione politica e morale sui governi di Mosca e Minsk. Il mondo sportivo aveva infatti scelto di sostenere l’Ucraina non solo attraverso dichiarazioni di condanna, ma anche attraverso misure concrete: l’esclusione dalle competizioni internazionali è stata una delle leve più efficaci per evidenziare l’isolamento degli aggressori. La federazione internazionale di judo (IJF), dopo aver inizialmente permesso la partecipazione degli atleti russi sotto bandiera neutrale nel 2023, è passata nel novembre 2025 a riconoscere nuovamente il tricolore russo, una mossa che ha spinto la federazione ucraina a promettere ogni possibile misura per difendere i propri atleti dopo l’apparizione dei judoka russi con la bandiera nazionale al Grand Slam di Abu Dhabi. In questo quadro, la decisione di FIAS alimenta il timore che il movimento sportivo internazionale si stia muovendo verso un’erosione progressiva delle restrizioni.

Il rischio di una normalizzazione del Cremlino attraverso lo sport

Secondo numerosi analisti, Mosca utilizza da anni lo sport come prolungamento della propria politica estera, ricercando prestigio, legittimazione e narrazione di normalità attraverso la presenza nelle arene internazionali. Permettere agli atleti russi e bielorussi di gareggiare con simboli nazionali offre al Cremlino un’opportunità propagandistica, creando l’impressione che l’isolamento internazionale si stia indebolendo. Questo cambiamento potrebbe avere un effetto domino: se federazioni come FIAS e IJF allentano le proprie posizioni, altre organizzazioni sportive potrebbero percepirlo come un segnale per ridurre o annullare a loro volta le restrizioni. Tale dinamica rischia di svuotare l’efficacia delle sanzioni sportive, che rappresentano una componente importante del più ampio dispositivo di pressione internazionale contro l’aggressione russa.

Implicazioni per gli atleti ucraini e per la credibilità delle istituzioni sportive

L’impatto di queste decisioni ricade in modo particolarmente pesante sugli atleti ucraini, posti davanti a un bivio fra la partecipazione a competizioni in presenza di rappresentanti del Paese aggressore e la scelta del boicottaggio, che comporta perdita di risultati e opportunità. L’assenza di una linea unitaria fra le federazioni internazionali trasferisce inoltre la responsabilità morale sugli sportivi stessi, creando un paradosso in cui la vittima della guerra si ritrova in una posizione più svantaggiata dell’aggressore. Al tempo stesso, esperti e osservatori ricordano che discipline come judo e sambo sono da tempo influenzate da reti di potere russe, anche grazie alla storica vicinanza del presidente Vladimir Putin a queste arti marziali. In questo senso, le recenti deliberazioni di FIAS e IJF appaiono meno come eccezioni isolate e più come parte di un modello strutturato di influenza.

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