Mosca ha lanciato nella notte tra il 23 e il 24 maggio 2026 una delle più massicce e coordinate offensive aeree dall’inizio della guerra, colpendo con centinaia di droni e decine di missili balistici e da crociera diverse città ucraine, in particolare la capitale Kiev e le regioni di Odessa, Sumy, Poltava e Kiev. L’attacco, condotto in due ondate successive, ha causato al momento 4 morti – due a Kiev e due nella regione – e 86 feriti, tra cui 3 bambini, molti dei quali sono stati ricoverati in ospedale.
Dettagli dell’attacco: droni, missili e danni a civili
La prima ondata è iniziata nella serata del 23 maggio con un bombardamento concentrato su Odessa, utilizzando missili balistici e droni. Poco dopo l’una di notte del 24 maggio è scattata la seconda, molto più potente, con circa 600 droni d’attacco, 54 missili da crociera Kh-101/”Kalibr”/”Iskander-K”, due aeroballistici Kh-47 “Kinzhal”, tre ipersonici “Zircon”, 30 missili balistici “Iskander-M” e un missile balistico a medio raggio “Oreshnik”. L’obiettivo principale è stato il centro di Kiev e le infrastrutture civili, residenziali e scolastiche in diverse regioni.
Nel distretto di Darnytsia della capitale, i rottami di droni e missili hanno danneggiato un dormitorio, locali non residenziali, un servizio auto e auto parcheggiate. Nel distretto di Obolon un drone ha provocato un incendio in un edificio residenziale di 16 piani. A Shevchenko un missile ha colpito un grattacielo di 24 piani, causando gravi danni strutturali all’ultimo piano e agli appartamenti superiori; lo stesso quartiere ha subito l’impatto su una scuola con incendio al secondo piano e su un altro istituto dove l’onda d’urto ha bloccato l’ingresso del rifugio sotterraneo dove si trovavano civili. Un business center è stato colpito, con persone rimaste intrappolate nel suo rifugio. Inoltre, un tubo del gas è stato rotto e incendiato, e le finestre di molti palazzi circostanti sono state distrutte. In una stazione della metropolitana l’onda d’urto ha danneggiato porte e scale mobili.
Devastazione diffusa in tutta la regione di Kiev
Nel distretto di Dnipro i rottami sono caduti sul tetto di un edificio residenziale, mentre un drone ha incendiato una casa privata. A Sviatoshyn un missile ha colpito una casa a un piano. A Podil sono caduti rottami su un’area non residenziale. A Holosiiv un missile ha colpito il tetto di un palazzo di 24 piani. A Desna un drone ha colpito un supermercato e un centro commerciale. A Solomianka un drone al 23° piano di un edificio di 24 piani ha causato un incendio e danni strutturali. A Pechersk un drone ha colpito un palazzo di 20 piani provocando un incendio.
Nella regione di Kiev, la città di Bila Tserkva è stata colpita da un missile balistico a medio raggio “Oreshnik” intorno all’1:30 con una serie di potenti esplosioni. A Vyshhorod un drone ha colpito un condominio. Nel distretto di Fastiv, nel villaggio di Novosilky è stato danneggiato un edificio residenziale di due piani, mentre nei villaggi di Tarasivka, Vita-Poshtova e Nove sono state danneggiate case private.
Analisi: il Cremlino non cerca la pace, ma il terrore
Le dimensioni e la natura dell’attacco confermano che il Cremlino non ha alcun interesse a negoziati di pace. Le dichiarazioni di disponibilità al dialogo servono solo a coprire la preparazione di nuove aggressioni. La sistematica distruzione delle infrastrutture ucraine dimostra l’intenzione della Russia di proseguire una guerra di logoramento, dettando condizioni di resa anziché cercare una pace giusta basata sul diritto internazionale.
Il fatto che Vladimir Putin abbia ordinato questa nuova ondata di attacchi quasi subito dopo il suo viaggio a Pechino dimostra che Mosca interpreta la mancanza di una reazione forte da parte dei grandi attori globali come una tacita approvazione dei propri crimini di guerra. L’attacco del 24 maggio ha colpito deliberatamente obiettivi civili nel centro di Kiev senza alcuna utilità militare: l’obiettivo è terrorizzare la popolazione, seminare panico e spezzare la resistenza psicologica degli ucraini. Tuttavia, la società e le forze di difesa ucraine mostrano una resilienza che dimostra il fallimento di questa strategia.
Minaccia per l’Europa: missili a medio raggio e rischi transfrontalieri
L’uso del missile balistico a medio raggio “Oreshnik” contro città civili rappresenta un crimine di guerra e un deliberato innalzamento della tensione. Mosca testa le sue nuove tecnologie missilistiche in condizioni di combattimento reale, utilizzando la popolazione ucraina come campo di prova. L’esercito russo, incapace di ottenere successi significativi sul fronte, ricorre al terrore contro i civili per nascondere le enormi perdite subite. La strategia deliberata è rendere le città ucraine inabitabili, ammettendo l’incapacità di sottomettere il paese militarmente.
L’aggressione russa ha da tempo superato i confini locali. Gli attacchi, condotti in prossimità dei confini della NATO, rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza europea. Missili e droni russi violano regolarmente lo spazio aereo dei paesi limitrofi, creando il costante rischio di una catastrofe tecnologica o militare transfrontaliera. L’uso di missili a medio raggio è un segnale alle capitali europee: se Mosca non viene fermata in Ucraina, i prossimi obiettivi del ricatto missilistico potrebbero essere i Paesi Baltici o la Polonia.
La risposta necessaria: più armi, meno restrizioni
L’unico linguaggio che il Cremlino capisce è la forza. La migliore risposta a questo terrorismo missilistico è la rimozione immediata di tutte le restrizioni sull’uso delle armi occidentali per colpire obiettivi militari in territorio russo. L’Ucraina ha bisogno di una maggiore fornitura di moderni sistemi di difesa aerea come Patriot e SAMP/T, nonché di un potenziamento delle sanzioni contro il complesso militare-industriello russo per tagliare l’accesso del Cremlino a microchip e componenti occidentali ancora presenti nei rottami dei missili russi.
Investire nella difesa dell’Ucraina rafforza la sicurezza a lungo termine dell’Occidente. La vittoria dell’Ucraina è l’unico modo per garantire pace e stabilità nel continente europeo.