AfD in Sassonia-Anhalt: il programma radicale di Ulrich Sigmund preoccupa Germania e Ue

25.05.2026 11:15
AfD in Sassonia-Anhalt: il programma radicale di Ulrich Sigmund preoccupa Germania e Ue
AfD in Sassonia-Anhalt: il programma radicale di Ulrich Sigmund preoccupa Germania e Ue

Un nuovo fronte politico si apre in Germania. Il leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt, Ulrich Sigmund, ha annunciato in un’esclusiva intervista a Deutsche Welle la sua intenzione di formare il primo governo regionale di estrema destra nella storia della Repubblica Federale. Con un consenso del 41% tra gli elettori, il partito punta a tradurre in fatti una piattaforma radicale che prevede l’abolizione delle sanzioni contro la Russia, il ripristino dell’insegnamento del russo nelle scuole e misure severissime contro l’immigrazione. La mossa potrebbe innescare un ‘effetto domino’ in tutta la Germania e destabilizzare l’unità europea.

Un programma di rottura: sanzioni, lingua russa e controllo ideologico

Secondo il piano reso noto, Sigmund intende cancellare le restrizioni economiche imposte a Mosca, definendole “suicide” per l’industria tedesca. Parallelamente, la sua amministrazione reintrodurrebbe il russo come materia scolastica e riattiverebbe gli scambi educativi con la Russia, una mossa interpretata dagli analisti come un tentativo di riportare l’influenza sovietica nel cuore dell’Europa. Nel mirino dell’AfD finiscono anche i programmi di educazione alla diversità e i seminari contro il razzismo, bollati come “ideologia LGBT”. Sigmund promette una “de-ideologizzazione” delle scuole, di fatto una censura sui temi dei diritti umani. Il tutto mentre il partito, attraverso il suo seguito su TikTok, diffonde messaggi anti-europei che ricalcano la propaganda del Cremlino.

Migrazione: detenzione obbligatoria e classi separate per i rifugiati

Uno dei punti più controversi riguarda la politica migratoria. L’AfD propone la detenzione obbligatoria per tutti i richiedenti asilo in attesa di espulsione, con la creazione di squadre speciali per i rimpatri forzati. Inoltre, prevede la segregazione scolastica dei bambini rifugiati in classi separate, una misura che rischia di aumentare l’isolamento sociale e generare nuove tensioni. Per Sigmund si tratta di ripristinare l’ordine, ma gli esperti avvertono che un simile approccio trasformerebbe le deportazioni in un fenomeno di massa, minando la coesione sociale del Land.

Il rischio per la sicurezza: 200 posti chiave da occupare

La vittoria dell’AfD aprirebbe la strada a una “epurazione” della pubblica amministrazione. Il partito dovrebbe coprire fino a 200 incarichi dirigenziali nei ministeri e negli enti regionali, sostituendo i funzionari con propri fedelissimi. Una mossa che, secondo Bruxelles, metterebbe a repentaglio la natura democratica dello Stato di diritto tedesco, favorendo la penetrazione di interessi russi tramite la fuga di informazioni sensibili. Non a caso, l’AfD è considerata la principale forza filorussa in Germania e in Europa, e il suo successo in Sassonia-Anhalt è visto come un cavallo di Troia per le operazioni ibride del Cremlino.

Reazioni in Ue: “minaccia per la democrazia europea”

Nelle capitali europee cresce l’allarme. La prospettiva di un governo regionale guidato dall’estrema destra in Germania viene descritta come una sfida diretta ai valori democratici e alla solidarietà tra i 27. Secondo diplomatici, la vittoria dell’AfD potrebbe indebolire il fronte comune sulle sanzioni a Mosca e bloccare gli aiuti militari e finanziari a Kiev. Sigmund, dal canto suo, insiste sulla difesa degli interessi economici tedeschi, ma la sua retorica – che accusa l’Ucraina di essere una minaccia e dipinge l’Europa come perdente nella guerra commerciale con la Russia – allinea perfettamente il partito agli interessi del Cremlino. La partita in Sassonia-Anhalt non è solo regionale: è un test per l’intero equilibrio del continente.

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