Ceuta, tragedia migratoria: recuperati 88 corpi in mare mentre i residenti vivono tra paura e solidarietà

03.08.2026 18:05
Ceuta, tragedia migratoria: recuperati 88 corpi in mare mentre i residenti vivono tra paura e solidarietà

DALLA NOSTRA INVIATA
CEUTA – Almeno 88 corpi sono stati recuperati fino ad ora nelle acque spagnole di Ceuta, in seguito a un naufragio avvenuto mercoledì scorso. L’imbarcazione era partita dalla spiaggia marocchina di Almina, un tentativo di attraversare la frontiera, che doveva essere aperta poche ore dopo la partenza. Mohammed, uno dei sopravvissuti, ha raccontato: «Siamo partiti alle due di notte, con le pinne ai piedi. A un certo punto non l’ho più sentito, era buio, pensavo fosse distante». Dopo cinque ore di nuoto, ha raggiunto la riva di Ceuta, solo per rendersi conto che il suo amico era scomparso tra le onde. Le ricerche continuano, ma il bilancio potrebbe aumentare, poiché anche altri corpi sono stati rinvenuti in acque marocchine, secondo i dati forniti da Rabat, riporta Attuale.

«Voglio un futuro»

Mohammed, un minorenne di 17 anni, si trova ora a Ceuta e teme di essere rimandato a casa. «Voglio un futuro», dichiara. Tra gli ultimi migranti rimasti in città, si trova insieme a Mouaad, un amico maggiorenne. Mentre sono in spiaggia, decine di migliaia di altri migranti, che erano riusciti a varcare il confine tra giovedì e venerdì, hanno fatto ritorno a piedi. In questo contesto, i due amici non sono soli; ci sono altri giovani fuggiti da Paesi in conflitto, come ragazzi dal Darfur, in Sudan, che hanno affrontato un viaggio lungo due mesi. «A Casablanca ci pagavano due euro al giorno per lavorare come muratori», spiega Fadel, un altro giovane migrante.

Una famiglia con tre bambini

Sotto una pianta, una famiglia marocchina con tre bambini di 7, 8 e 1 anno, più la nonna, ha trovato riparo temporaneo. Rifiutati dal centro migranti, in crisi, ricevono aiuto dalla comunità locale. «La notte scorsa dormivamo in strada e la polizia ci ha intimato di spostarci», racconta Said, il padre. Nonostante l’emergenza, i residenti offrono loro acqua e cibo.

Ritorno alla normalità

Ceuta sta cercando di ripristinare la normalità, schierando oltre duemila militari e mille agenti di polizia nelle strade. I migranti rimasti in città, alcune migliaia, si nascondono tra le colline o nei quartieri meno pattugliati. L’emergenza umanitaria è palpabile, con molti giovani senza cibo sufficiente. Questa crisi ha esacerbato le divisioni sociali e disparità politiche, culminando in proteste contro politici di destra. Sabato, un gruppo di cittadini spagnoli di origini marocchine ha criticato Alvise Pérez, eurodeputato di estrema destra, accusandolo di sfruttare la situazione per fomentare odio.

Nella sua visita quasi segreta, Santiago Abascal, leader di Vox, ha chiesto di militarizzare permanentemente il confine con il Marocco. «Dobbiamo agire contro l’invasione», ha detto, sottolineando che ci sono ancora «almeno 10.000» migranti da evacuare dalla città. Ha anche criticato la proposta della premier Giorgia Meloni di sospendere Ceuta da Schengen, definendola una questione politica, non un attacco alla Spagna.

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