Castelfranco Emilia (Modena), 4 agosto 2026 – Matteo Renzi partecipa alla festa dell’Unità di Bosco Albergati, un vasto parco situato tra Bologna e Modena, stringendo mani e scattando selfie con i presenti. Durante il suo intervento, Renzi ricorda un suo discorso del 2013 e riceve applausi quando qualcuno gli grida: “Sarai quello che ci salva dalla Meloni”. Tuttavia, non manca di affrontare le critiche, dichiarando che Vannacci rappresenta la “grande opportunità per il centrosinistra” in una destra che si è divisa, aggiungendo, “nel 2022 eravamo divisi noi, nel 2027 saranno divisi loro”, riporta Attuale.
Renzi partecipa a un dibattito con il presidente dem Stefano Bonaccini intitolato ‘Battere la destra’, un tema molto pertinente in un momento cruciale. Durante il confronto, la segretaria dem Elly Schlein ribadisce l’importanza di un programma condiviso prima delle primarie, confrontandosi con il leader del M5s Giuseppe Conte.
Renzi sul palco: “L’unico trait d’union è Bonaccini”
“Non sono il migliore amico né di Elly, né di Conte”, ha dichiarato Renzi, sottolineando che “l’unico trait d’union è Bonaccini”. Ha aggiunto che il rapporto con Conte è più complesso e ha lanciato una sfida condivisa: “Grazie a Vannacci, abbiamo un calcio di rigore da tirare”. Il clima della festa di Bosco Albergati suggerisce che Renzi si sente a casa, ricordando un evento del 7 agosto 2013 in cui citò Ligabue e un inno di una generazione. Meno di un anno dopo, Renzi sarebbe diventato primo ministro.
Renzi torna a questa festa dell’Unità nel cuore dell’Emilia
Dopo tredici anni, Renzi ritorna nella festa dell’Unità, impegnandosi attivamente nel dibattito e rispondendo ai dubbi sulla sua partecipazione. La sua presenza in altri eventi emiliani conferma il suo ruolo nel partito democratico, con un prossimo intervento programmato alla festa dell’Unità di Villalunga di Casalgrande, al fianco del presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale.
Infine, tra fine agosto e settembre, il leader di Italia Viva è atteso alla festa dell’Unità di Bologna, luogo simbolico per gli ex comunisti, ma con l’assenza annunciata del leader di Azione Carlo Calenda, che ha commentato sarcasticamente, “che dolore immenso! non so se mi riprenderò più”.