Roma, 3 agosto 2026 – Il caso Delmastro continua a generare polemiche in Parlamento. I deputati del Movimento 5 Stelle, al termine dell’intervento del capogruppo Riccardo Ricciardi, hanno esposto due striscioni con la scritta “Fuori le chat! Aprite la cassaforte!”. L’attenzione del partito di Giuseppe Conte è rivolta alla decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana di negare l’accesso ai membri della Giunta per le Autorizzazioni alle conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, riporta Attuale.
Nell’ambito della contestazione, il deputato 5S Arnaldo Lomuti ha esposto una cassaforte, aprendo lo sportello per rivelare un cd, un chiaro riferimento al fatto che le chat di Delmastro e Caroccia siano attualmente custodite in cassaforte.
Le critiche delle opposizioni
“Ma cosa c’è scritto in quelle chat?”, si è chiesto il pentastellato Ricciardi, esprimendo incredulità per quanto sta accadendo. Ha aggiunto che Caroccia è “condannato per essere il prestanome della famiglia Senese, la famiglia camorristica che controlla ciò che avviene a Roma. Questo è il personaggio con cui il nostro sottosegretario aveva delle conversazioni”.
Il dibattito sul caso Delmastro è stato avviato dalla capogruppo di Verdi-Sinistra Luana Zanella, che ha chiesto a Fontana di “rendere conto della decisione tutta politica”, sottolineando che Delmastro ha dichiarato di non avere nulla da nascondere. L’accesso è stato negato anche al presidente della Giunta Devis Dori, dello stesso gruppo parlamentare (Avs), il quale ha evidenziato l’impossibilità di organizzare il lavoro senza vedere i documenti: “Non siamo in regime di stasi. Non ci sono precedenti”, ha affermato Zanella.
Il vicepresidente della Giunta per le Autorizzazioni, Federico Gianassi del Partito Democratico, ha definito l’azione come “un gravissimo attacco alle prerogative dei parlamentari”. Ha espresso dispiacere per la pressione politica che ha influenzato l’attività del presidente Fontana.