Nuove voci su una possibile mobilitazione in Russia dopo le elezioni di settembre

03.08.2026 19:15
Nuove voci su una possibile mobilitazione in Russia dopo le elezioni di settembre

Putin si prepara a una nuova mobilitazione militare dopo le elezioni di settembre

Sempre più analisti militari e esperti di Russia ritengono che il presidente Vladimir Putin stia preparando una nuova mobilitazione militare dopo le elezioni legislative del 18-20 settembre. Anticiparla sarebbe però problematico, viste le difficoltà di consenso già evidenti, poiché l’impopolarità della guerra in Ucraina sta danneggiando il partito di Putin, Russia Unita, riporta Attuale.

Un’eventuale mobilitazione rappresenterebbe un arruolamento di massa di soldati da mandare al fronte: quella prevista a settembre sarebbe la seconda dall’inizio del conflitto nel febbraio 2022. Le crescenti voci a riguardo sottolineano le attuali difficoltà delle forze russe in Ucraina e il fallimento di altri metodi nel reperire soldati per sostituire quelli persi.

A luglio, le ricerche su come ottenere un’esenzione dal servizio militare sono praticamente raddoppiate sul motore di ricerca russo Yandex. Inoltre, la domanda “ci sarà una mobilitazione?” ha superato le 200.000 ricerche. Associazioni come Get Lost, che aiutano i russi a espatriare, riportano centinaia di messaggi ricevuti ogni giorno.

Secondo il regime russo, attualmente sono dispiegati in Ucraina circa 700.000 soldati. Tuttavia, le stime non ufficiali indicano che, in quattro anni di guerra, le perdite siano state almeno di 450.000 uomini uccisi e 1,4 milioni di feriti. Per mantenere questi numeri, l’esercito richiede un flusso costante di nuove reclute. Nel 2026, tuttavia, gli arruolamenti sono diminuiti di un terzo rispetto all’anno precedente. “Il vantaggio schiacciante della Russia in termini di uomini sta iniziando a svanire”, affermava CNN a giugno.

La mobilitazione del 2022, definita da Putin “parziale” per minimizzarne l’impatto sociale, ha visto arruolati circa 300.000 soldati. Attualmente, la Russia ha due modi per aumentare le sue forze: offrire incentivi economici per l’arruolamento o costringere le persone attraverso minacce. Poiché il primo metodo non ha dato i risultati sperati, il governo si sta orientando sempre più verso l’imposizione forzata.

Le ricompense economiche, seppur allettanti (fino a 60.000 euro all’anno, quattro volte superiori alla media russa), non sembrano bastare, poiché la popolazione è spaventata dalla lunga e documentata storia di abusi nell’esercito. Inoltre, la penuria di risorse economiche ha portato molte persone a rimanere riluttanti all’arruolamento.

Tradizionalmente, l’esercito ha attinto dalle carceri, dove centinaia di migliaia di detenuti hanno accettato di scambiare le loro pene per il servizio militare. Tuttavia, la popolazione carceraria si è quasi dimezzata negli ultimi cinque anni a causa di questi reclutamenti, e molti russi in età di leva hanno cercato di fuggire all’estero per evitare la mobilitazione.

Ci sono testimonianze di casi di costrizione a arruolarsi, per ora limitate a realtà più piccole. Avvocati e attivisti riportano che, in alcuni commissariati, ufficiali dell’esercito si sono trovati a fare pressioni sui cittadini. Recentemente, campagne pubblicitarie locali hanno invitato le persone a “portare un amico” ai centri di reclutamento, offrendo 100.000 rubli come ricompensa.

In aggiunta, il regime punta a reclutare un numero maggiore di studenti universitari, proponendo contratti militari come alternativa all’espulsione per chi fallisce gli esami. Tuttavia, nonostante la propaganda locale suggerisca che gli studenti non finiranno al fronte, una volta firmato il contratto, le reclute hanno poco controllo su dove verranno assegnate.

I media russi hanno iniziato a cambiare tono, con propagandisti che si sono mostrati evasivi riguardo a nuove mobilitazioni, pur rassicurando che non sono necessarie al momento. Anche se non negano categoricamente la possibilità di future mobilitazioni, il messaggio è chiaro: gli effetti della guerra continuano a farsi sentire, mentre i russi si preparano a una nuova realtà nella quale la mobilitazione potrebbe diventare inevitabile.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere