Discussione al Consiglio europeo su prestiti di riparazione all’Ucraina da asset russi congelati

19.12.2025 01:35
Discussione al Consiglio europeo su prestiti di riparazione all'Ucraina da asset russi congelati

Asset russi, prosegue da ore la discussione dei leader del Consiglio europeo

I leader del Consiglio europeo continuano a discutere la proposta di un prestito di riparazione per l’Ucraina, finanziato attraverso gli asset russi congelati. Da circa tre ore, i rappresentanti dei 27 Stati membri esaminano una bozza di dichiarazione elaborata dopo incontri tecnici tra l’Unione Europea e il Belgio. Nella nuova bozza si sottolinea la «piena solidarietà (e senza limiti) e condivisione del rischio»; la frase «senza limiti» è inclusa tra parentesi, ponendo la questione all’attenzione del Consiglio, ma sollevando preoccupazioni tra diversi Stati, inclusa l’Italia, riporta Attuale.

Il testo prevede che le garanzie provengano «dall’Unione Europea e dai suoi Stati membri, insieme agli Stati membri interessati e alle istituzioni finanziarie dell’Ue, nel contesto del prestito di riparazione». Qualora la proposta di prestito basato sugli asset non fosse accettata, fonti diplomatiche indicano che la Commissione potrebbe presentare un «piano B», i dettagli del quale rimangono ancora ignoti. Si ipotizza che questo piano possa includere punti abbozzati nel documento d’opzione della Commissione, che contempla prestiti bilaterali da parte degli Stati membri o un prestito basato su debito comune dell’UE, eventualmente sostenuto anche dall’Ungheria, attraverso garanzie fornite dai membri o dal margine di manovra del bilancio comunitario, sia attuale che per il periodo 2028-2034.

In merito all’andamento della discussione, una fonte a Bruxelles ha commentato: “Non ci sono novità, si va avanti con la riunione”.

1 Comment

  1. Ma che situazione strana!! Gli asset russi congelati potrebbero essere usati per aiutare l’Ucraina, ma mi chiedo: chi paga alla fine il conto in questa storia? L’Europa continua a dibattere senza fine… Intanto noi italiani siamo qui a guardare.

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