Palmoli (Chieti) – Un avvelenamento alimentare ha colpito la famiglia Trevallion, composta da Nathan, Catherine e i loro tre figli, che sono stati ricoverati al pronto soccorso con sintomi gastrointestinali come vomito e disidratazione. Durante il ricovero, i genitori hanno rifiutato l’uso di un sondino naso-gastrico, evidenziando la loro “assoluta indisponibilità” a derogare ai principi delle loro scelte esistenziali. La situazione ha spinto l’ospedale ad allertare i carabinieri, i quali hanno informato i servizi sociali sulla condizione di “sostanziale abbandono” dei minori, due gemellini di 6 anni e una sorella di 8 anni, riporta Attuale.
Settembre 2024: “I minori si trovano in una situazione di sostanziale abbandono”
I Trevallion, che vivevano in una rudere semi-diroccato e in una roulotte in contrada Mondola, si trovavano in condizioni “disagevoli e insalubri”. I bambini non avevano un medico di riferimento, non erano stati mai visitati da un pediatra e non erano iscritti a scuola, risultando quindi “privi di istruzione e assistenza sanitaria”. Questo contesto ha portato a un’inchiesta da parte della Procura. La narrazione dovrà mantenere un approccio neutrale, essendo fondamentale attenersi ai fatti e sospendere le opinioni per esaminare la situazione senza pregiudizi.
Ottobre 2024: “Indizi di preoccupante negligenza genitoriale”. Mamma Catherine scappa con i figli
Dalle relazioni dei servizi sociali e dei carabinieri emergevano indizi di “preoccupante negligenza genitoriale”, specialmente per quanto riguarda l’istruzione dei bambini e le loro interazioni sociali. La casa era priva di servizi igienici essenziali e di corrente elettrica, non conforme alle normative. Catherine scappa da Palmoli, rifugiandosi da un’amica a Bologna, mentre Nathan rimane nel rudere.
A metà novembre, Catherine contatta i carabinieri dichiarando di non voler rivelare la loro posizione per via della “minaccia di separazione dai figli”. Nonostante ci fossero avvertimenti legali, fino a Natale i Trevallion restano nascosti.
Dalla richiesta della Procura al decreto del Tribunale: la limitazione della potestà genitoriale e l’affidamento dei bambini ai servizi sociali
Dopo il ritorno a Palmoli, la Procura per i minori chiede la limitazione della responsabilità genitoriale con affidamento ai servizi sociali. Il 24 aprile, il Tribunale affida i minori al servizio sociale, conferendo loro il potere esclusivo di decidere sul collocamento e sulle questioni sanitarie.
I genitori sono stati ascoltati in udienze, sostenendo di aver garantito l’istruzione della figlia maggiore con un certificato di idoneità di una scuola alternativa e affermando di avere un’abitazione adeguata a Dogliola. Hanno promesso di completare la ristrutturazione della loro casa, ma i giudici rifiutano di fidarsi dei genitori, esprimendo dubbi sulle loro capacità genitoriali.
I tre figli dei Trevallion ascoltati dai giudici: “A scuola non vado, studio a casa. A me piace così”
Durante le audizioni, i bambini rivelano di vivere nel bosco e di studiare a casa. La sorella maggiore sottolinea: “A scuola non vado, studio a casa. A me piace così.” Con riferimento al recente incidente di avvelenamento alimentare causato da un fungo, i bambini affermano che dopo le cure, non ci sono stati ulteriori problemi, rassicurando sul loro stato attuale.
“Abbiamo delle stufe a legno e la casa è sempre molto calda. C’è tutto, la luce e l’acqua calda”
I Trevallion si dichiarano autosufficienti, con una quotidianità caratterizzata da attività manuali e legame con la natura. Raccontano di mangiare principalmente prodotti coltivati da loro, e di come la cucina sia un momento di convivialità. Tuttavia, i servizi sociali esprimono dubbi sul reale benessere psicologico dei bambini, evidenziando situazioni di isolamento e scarsa igiene.
Nonostante le loro dichiarazioni di autonomia e benessere, la situazione attuale dei Trevallion evidenzia la necessità di un’attenta valutazione da parte delle autorità e la continua osservazione degli sviluppi di questa complessa vicenda.