Un nuovo episodio di conflitto sulla gestione sanitaria dei bambini in una casa famiglia è emerso a Vasto, dove a una delle gemelline di sei anni è stata diagnosticata una “bronchite acuta con broncospasmo” non segnalata e non curata dai genitori. Gli assistenti sociali hanno sottolineato la rigidità genitoriale nei confronti dei protocolli sanitari. In risposta, Catherine Birmingham, madre dei tre ragazzi, ha richiesto tramite i suoi legali una visita pediatrica per tutti e tre i figli da un esperto indipendente dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, riporta Attuale.
LO SCONTRO SUI PEDIATRI
La richiesta di Catherine è stata respinta da Maria Luisa Palladino, tutrice legale dei minori, che ha spiegato che la visita sanitaria era già stata eseguita al momento dell’ingresso nel centro e che ulteriori accertamenti sarebbero stati possibili nelle consulenze di parte attese dal tribunale. Il professor Tonino Cantelmi, consulente della difesa, ha commentato in un’intervista a Repubblica i potenziali traumi derivanti dall’allontanamento dalla famiglia: “Siamo sicuri che questa modalità di intervento sia la soluzione migliore?”.
IL TRASFERIMENTO DI NATHAN
Nel frattempo, una favola illustrata intitolata “Famiglia nel bosco” è stata inviata in forma anonima a Armando Carusi, ex ristoratore che ospita il padre Nathan, proprio il giorno di Natale. Il libro di 24 pagine racconta delle avventure di una famiglia felice, rinchiusa in una struttura con alti muri e inferriate, liberata infine dagli animali del bosco e dalla comunità. A marzo, Nathan Trevallion dovrà lasciare la casa e, in attesa della decisione del tribunale, si trasferirà in una struttura messa a disposizione dal sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli.
LE REAZIONI
Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso il suo disappunto sui social, affermando che “è indegno rubare la serenità del Natale a quei tre bimbi, alla mamma e al papà. Ogni giorno di amore sottratto a questa bella famiglia è un atto di violenza di Stato. La nostra battaglia per loro non si ferma: continueremo a fare di tutto pur di riportarli a casa in fretta, rischiano di rimanere traumatizzati per tutta la vita”. Anche il suo collega, il vicepremier Antonio Tajani, ha commentato che è “ingiusto togliere i figli ai genitori”, sottolineando che non vi sono stati maltrattamenti evidenti e che è esagerato impedire loro di trascorrere il Natale insieme. “Un conto è non mandare i figli a scuola, ma non si possono togliere i figli a due genitori che non sono terroristi o rapinatori; hanno solo una visione un po’ superata del mondo”, ha aggiunto.