Crans-Montana, il lutto dei milanesi: “Vogliamo verità e giustizia dopo la tragedia”

03.01.2026 03:05
Crans-Montana, il lutto dei milanesi: “Vogliamo verità e giustizia dopo la tragedia”

Milano, 3 gennaio 2026 – Crans-Montana, nel Canton Vallese in Svizzera, è diventata tragicamente nota dopo un incendio devastante durante le celebrazioni di Capodanno, che ha colpito un locale frequentato da giovani e ha lasciato ferite profonde nella comunità milanese, riporta Attuale.

Turismo d’élite

La tragedia ha toccato profondamente anche i milanesi, con due sedicenni, Chiara Costanzo e Achille Osvaldo Giovanni Barosi, dichiarati dispersi e una coetanea attualmente in coma a Zurigo. Altri giovani sono rimasti feriti in quello che era un paradiso per le vacanze, scelto da molti residenti di Milano per la sua vicinanza e la sua reputazione di meta di lusso, panorami mozzafiato, sci di qualità e privacy.

Seconde case e habitué

La comunità milanese in Crans-Montana si è organizzata attorno a una rete di affetti e relazioni, ora segnata da una forte rabbia e dolore per l’evento. Giada Silva, una milanese presente da 49 anni, ha espresso le sue paure riguardo alle misure di sicurezza del locali, descrivendolo come un “bunker” con scarse possibilità di fuga in caso di emergenza. “Non ci sono uscite di emergenza e il seminterrato è molto piccolo”, ha dichiarato, evidenziando i rischi associati all’evento.

Il dramma dei genitori

La mente di molti va inevitabilmente alla disgrazia accaduta durante la notte di Capodanno, quando i festeggianti si sono trovati intrappolati in una situazione angosciante. “La gente non riusciva a scappare, era un’ammassata e molti hanno perso conoscenza”, ha raccontato un genitore che ha potuto evitare la tragedia. Il dolore dei genitori è palpabile mentre attendono notizie sui propri figli, confermando la gravità della situazione attuale.

La Comunità ebraica

Dalia Gubbay, parte della Comunità ebraica di Milano e frequente visitatrice di Crans-Montana, ha condiviso il suo profondo disagio per la tragedia. “Ho una casa qui da 30 anni e questo è un luogo familiare per noi”, ha detto, con il pensiero rivolto ai giovani che potrebbero trovarsi in pericolo. “Sembra che tutto il mondo fosse qui, incredibile”.

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