Gli Stati Uniti proseguono interventi militari in America Latina, catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro

04.01.2026 17:25
Gli Stati Uniti proseguono interventi militari in America Latina, catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro

Intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela: catturato Nicolás Maduro

L’attacco statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, sabato scorso rappresenta un intervento militare significativo nella geopolitica dell’America Latina. Questo è solo l’ultimo di una serie di tentativi volti a rovesciare leader e installare governi amici nella regione, secondo quanto riporta Attuale.

Nei precedenti interventi, le modalità variavano da operazioni militari dirette, come accaduto per Maduro, a manovre di intelligence più sottili. L’obiettivo rimane costante: ampliare l’influenza degli Stati Uniti in Centro e Sud America, un’azione che rientra nella celebre “Dottrina Monroe”. Questa dottrina, originariamente proposta dal presidente Monroe, sostiene che gli USA debbano detenere il monopolio sull’intervento nel continente americano.

Il recente attacco ha avuto successo, almeno immediatamente, raggiungendo l’obiettivo di deporre Maduro, ma rimangono incertezze su cosa riserverà il futuro per il Venezuela. Altri interventi militari statunitensi nel passato hanno avuto esiti misti. Si richiamano alla memoria eventi significativi, ma questa lista è ben più ampia.

Un caso emblematico di interventi statunitensi in America Latina è l’invasione di Panama nel 1989. Questo intervento, noto come “Giusta Causa”, ha visto la cattura del dittatore Manuel Noriega, il quale, come Maduro, fu accusato di narcotraffico. Curiosamente, entrambi i leader sono stati catturati il 3 gennaio, con Noriega catturato nel 1990.

Già prima di Noriega, gli USA avevano avviato azioni in Panama per il controllo del Canale di Panama, cruciale per il commercio marittimo. Agendo all’inizio del Novecento, gli Stati Uniti sostennero una rivolta che portò Panama a diventare indipendente dalla Colombia, mantenendo il controllo sul canale fino al 1999, quando fu ceduto ufficialmente a Panama.

Brownies in questo contesto, gli Stati Uniti hanno condotto vari interventi militari in altri stati latinoamericani, in particolare tra le due guerre mondiali. Tra i casi più noti figurano l’invasione della Repubblica Dominicana nel 1965 e l’operazione a Grenada nel 1983 per prevenire l’instaurazione di governi di sinistra.

Nel 1965, il presidente Lyndon B. Johnson autorizzò l’operazione “Power Pack” nella Repubblica Dominicana, schierando oltre 20.000 soldati. Johnson giustificò l’azione come necessaria per la protezione dei cittadini americani e per fermare un conflitto interno, ma l’obbiettivo principale era prevenire l’ascesa di un governo comunista. L’incursione portò a un governo conservatore nel 1966, guidato da Joaquín Balaguer.

L’invasione di Grenada nel 1983 aveva scopi simili, in risposta all’instaurazione di un governo comunista guidato da Bernard Coard. Il presidente Reagan inviò circa 7.000 soldati in un’operazione chiamata “Furia Urgente”, conclusasi rapidamente con la cattura dei leader del golpe.

Oltre agli attacchi diretti, gli Stati Uniti hanno utilizzato la CIA per rovesciare governi in America Latina. Un esempio famoso è il fallito tentativo di invasione della Baia dei Porci a Cuba nel 1961, creando un’immagine negativa per gli USA. L’intento della CIA di sovvertire il regime di Castro non riuscì, portando a una vittoria dell’esercito cubano in pochi giorni.

Nel 1973, il coinvolgimento statunitense nel colpo di stato in Cile contro Salvador Allende è ben documentato. Gli USA sostennero il regime di Augusto Pinochet, partecipando attivamente a repressioni violente attraverso l’operazione Condor, un accordo tra dittature militari per eliminare le opposizioni tramite metodi violenti.

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