L’Europa affronta nuove sfide dopo la dipendenza dal gas americano di Trump

06.01.2026 09:05
L'Europa affronta nuove sfide dopo la dipendenza dal gas americano di Trump

La nuova dipendenza energetica dell’Europa dagli Stati Uniti si fa sentire

La Unione europea ha recentemente faticato a liberarsi dalla dipendenza russa per il metano, ma, contrariamente alle aspettative, il nuovo fornitore strategico, gli Stati Uniti, sta rivelando di essere un partner problematico. Sabato, in seguito alla cattura di Nicolas Maduro, Kirill Dmitriev, negoziatore di Vladimir Putin con la Casa Bianca, ha evidenziato un cambiamento significativo nel panorama energetico: gli Stati Uniti ora controllano il 20% della produzione mondiale di petrolio. «Un potere enorme», ha commentato Dmitriev, che suggerisce una preoccupazione russa per la direzione in cui gli Stati Uniti potrebbero esercitare questo potere, potenzialmente mirando alle capitali europee, piuttosto che verso Mosca, che mantiene il controllo delle proprie risorse energetiche, riporta Attuale.

A fatica, l’Unione europea si è liberata negli ultimi anni della dipendenza dalla Russia per il metano; tuttavia, pochi leader europei avrebbero previsto che gli Stati Uniti, in veste di nuovo fornitore strategico, sarebbero diventati così scomodi così presto. Gli annunci di Donald Trump riguardo l’acquisizione della Groenlandia, simile all’annessione della Crimea da parte di Putin nel 2014, hanno sollevato interrogativi su quali misure l’Europa possa intraprendere in risposta a un alleato che lancia minacce commerciali. La dipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti abbraccia vari aspetti, tra cui la sicurezza, l’accesso al mercato e le tecnologie.

Nonostante la relativa dipendenza energetica sia stata per ora trascurata, sta diventando rapidamente un tema cruciale e pericoloso. Oggi, l’Unione europea ha bisogno del metano americano in modo quasi equivalente a quanto avesse bisogno di quello russo circa quattro o cinque anni fa. Attualmente, le consegne di gas liquefatto dagli Stati Uniti in Europa sono inferiori rispetto a quelle di metano attraverso i tubi russi nel 2021, ma il potere della Casa Bianca di influenzare i prezzi dell’energia sul continente è comparabile a quello del Cremlino di un tempo.

Nel 2022, l’Europa ha fronteggiato una crisi energetica quando Putin ha tentato di ricattare il continente, spingendo per interrompere il sostegno all’Ucraina. Il tentativo di Mosca non ha avuto successo, grazie all’entrata in gioco di fornitori alternativi, americani in primis. Nel gennaio 2022, la Russia era il principale fornitore europeo, con circa 2,6 miliardi di metri cubi di metano alla settimana; oggi, però, Mosca è quasi scomparsa dai mercati europei. Le forniture di gas naturale liquefatto sono aumentate da 1 miliardo a 2,9 miliardi di metri cubi al mese, con gli Stati Uniti responsabili del 60% di tale totale. Tra il 2021 e il 2025, le esportazioni statunitensi sono quasi raddoppiate, passando da 1 a 8 miliardi di metri cubi al mese.

È cruciale sottolineare che i fornitori americani possono destinarli a centrali elettriche o clienti in Asia, senza dover dipendere dall’Europa, contrariamente a quanto avviene per i Paesi europei occidentali.

Questa nuova realtà energetica solleva interrogativi sul futuro delle relazioni transatlantiche e sulla capacità dell’Europa di affrontare le sfide poste dalle aspirazioni geopolitiche degli Stati Uniti, in particolare sotto una leadership potenzialmente controversa come quella di Trump.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, ma ci stiamo davvero lasciando trasportare dalla nuova dipendenza! Gli USA che ci dettano le condizioni? È incredibile pensare che eravamo più tranquilli con la Russia… Ora chi sa come andrà a finire! Spero che i nostri leader si sveglino prima che sia troppo tardi.

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