Più del 40% del territorio Usa è stato annesso acquistandolo, a volte anche dopo una guerra. Una tattica attuata per tutto il XIX secolo e che risultava gradita all’opinione pubblica perché non sembrava una colonizzazione
Espansione territoriale americana: acquisti chiave dalla Louisiana all’Alaska
Gli Stati Uniti hanno a lungo fatto ricorso a strategie di acquisto territoriale per espandere il proprio territorio, come dimostra l’acquisto dell’Alaska nel 1867 e la Louisiana nel 1803, evidenziando un metodo preferito rispetto alla conquista aperta, riporta Attuale.
Nel 1867, il segretario di Stato William Seward ha portato a termine l’acquisto dell’Alaska dalla Russia per 7,2 milioni di dollari. Questo territorio, venduto dallo zar Alessandro II a causa di difficoltà finanziarie, fu inizialmente critico ma si rivelò profittevole grazie alla corsa all’oro del 1897. L’Alaska ha rappresentato una delle più significative espansioni degli Stati Uniti, sebbene inizialmente sia stata accolta con scetticismo.
La Louisiana Purchase del 1803 è un altro esempio cruciale. Il presidente Thomas Jefferson ha acquistato questo immenso territorio dalla Francia napoleonica per 15 milioni di dollari, raddoppiando di fatto la superficie degli Stati Uniti e garantendo il controllo strategico del porto di New Orleans. Questo atto ha aperto la strada alla creazione di 15 stati americani.
Nel 1819, la Florida fu ceduta alla nazione da parte della Spagna quasi a costo zero, escludendo un rimborso per danni, e l’occupazione formale si è materializzata nel 1821. Questo acquisto ha risolto numerose dispute territoriali e ha permesso agli Stati Uniti di stabilire un’influenza significativa nell’area caraibica.
Sotto la presidenza di James Polk, negli anni 1845-1848, gli Stati Uniti hanno annesso territori chiave come l’Oregon e il Texas, spesso attraverso conflitti, in particolare la guerra con il Messico. Questo periodo di espansione ha portato a un’acquisizione di oltre 500.000 miglia quadrate di territorio, includendo la California e altri stati sud-occidentali, in cambio di un pagamento di 15 milioni di dollari e assunzione dei debiti messicani.
Ogni acquisto rappresenta non solo una strategia economica, ma anche un elemento fondamentale della narrazione americana di eccezionalismo, dove l’idea di essere liberatori è stata usata per legittimare l’espansione territoriale. Questo complesso mix di pragmatismo e ideologia ha caratterizzato l’approccio degli Stati Uniti alla propria espansione territoriale nel XIX secolo.