Il politologo Kupchan: «Gli europei devono adattarsi alle oscillazioni di Trump, Rutte ha dimostrato abilità»

09.07.2026 09:25
Il politologo Kupchan: «Gli europei devono adattarsi alle oscillazioni di Trump, Rutte ha dimostrato abilità»

Il summit di Ankara: Trump oscillante tra attacchi e unità

DALL’INVIAATO
ANKARA – Durante il vertice della NATO, Donald Trump ha manifestato il suo discontento verso gli alleati europei, ma ha poi parlato di «amore e unità». Questa ambivalenza è tipica del presidente americano, secondo il politologo Charles Kupchan, già consigliere di Barack Obama e docente alla Georgetown University. «Questa è la natura di Trump. Le sue oscillazioni proseguiranno per i prossimi due anni e mezzo», riporta Attuale.

Nel corso del vertice, avvenuto in un contesto internazionale teso a causa della situazione in Iran, Trump ha mostrato segni di irritazione, sentendosi politicamente vulnerabile poiché non riesce a gestire i conflitti. Gli alleati europei, secondo Kupchan, devono abituarsi a questa imprevedibilità: «Sì, è difficile, ci saranno momenti spiacevoli, ma questa è la realtà», ha dichiarato.

Ciononostante, Kupchan ha avvertito contro l’idea di una fine della NATO, nonostante Trump continui a criticarne l’esistenza. «Le parole di Trump possono risultare dure, ma sul campo, gli Stati Uniti mantengono una presenza militare significativa in Europa», ha osservato. Sono circa 80.000 i soldati americani distribuiti su 50 basi militari nel continente.

Il ruolo di rilievo del cancelliere tedesco Friedrich Merz durante il summit è stato anch’esso sottolineato. Rutte, primo ministro olandese, ha saputo instaurare un legame forte con Trump, evitando di provocarlo e presentando una narrativa che favorisse il presidente americano, sottolineando i progressi degli Stati membri in termini di spesa militare.

Durante una cena di apertura, Trump ha dialogato lungamente con Merz, il quale sta guidando la Germania verso un maggiore impegno geopolitico, come dimostrato dal recente piano di investimenti militari. Questo cambiamento di postura della Germania potrebbe aver aiutato a placare le tensioni, almeno temporaneamente.

Infine, Trump ha anche evidenziato l’importanza economica dei contratti siglati a Ankara, che possono generare miliardi di dollari per le aziende americane, trasformando così la sua visita in un’opportunità di promuovere l’occupazione negli Stati Uniti. «Il Venezuela e l’Iran non sono solo questioni di sicurezza, ma anche d’affari», ha sottolineato Kupchan, sottolineando la sua natura di uomo d’affari.

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