Tensioni nella coalizione italiana sulla sicurezza: la Lega preme per un aumento dei militari
La premier Giorgia Meloni ha celebrato l’unità della coalizione, ma ha contemporaneamente frenato sul voto anticipato, evidenziando l’incompatibilità con chi non sostiene il patriottismo ucraino, come l’ex generale Roberto Vannacci. A poche ore dalle tensioni in Senato riguardo la riforma elettorale, il clima interno alla maggioranza si surriscalda nuovamente su Strade sicure. La Lega esercita pressione per un incremento dei militari a fianco del ministro della Difesa di FdI Guido Crosetto, il quale, tuttavia, preferirebbe un aumento della presenza di polizia, destinando i soldati alle loro funzioni originarie, riporta Attuale.
Il tema centrale riguarda l’operazione che dal 2008 impiega le Forze Armate per la prevenzione e la sicurezza nelle città italiane. In commissione Difesa alla Camera giace una risoluzione del partito di Matteo Salvini, ferma da aprile, che mira a rafforzare la presenza di soldati. La Lega afferma che sarebbe inspiegabile rinviare una decisione operativa nei prossimi giorni. “La spesa – dichiarano – potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana.” L’obiettivo è aumentare il numero di soldati da 6.800 a 10.000 nell’ambito di Strade Sicure, secondo Eugenio Zoffili, primo firmatario della risoluzione. “Auspichiamo il voto favorevole di tutta la maggioranza”, ha aggiunto, sottolineando che in 61 province manca ancora un adeguato presidio.
Questa questione è destinata a riaccendere le tensioni all’interno della maggioranza e all’interno dei Fratelli d’Italia. Lo scorso novembre, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha evidenziato la necessità di aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro compito originario, un’opinione contraria a quella della Lega. Si discute anche di reintrodurre i Carabinieri ausiliari, scomparsi con la fine della leva obbligatoria nel 2005, per sostituire progressivamente il contingente attualmente impiegato nell’operazione Strade Sicure. Martedì prossimo, l’ufficio di presidenza della commissione dovrebbe calendarizzare la continuazione dell’esame della risoluzione, cercando di trovare un compromesso, mentre i partiti sembrano sempre meno disposti a cedere sulle proprie rivendicazioni, in particolare la Lega, pressata dalla concorrenza interna.
La Lega e Forza Italia stanno lavorando per riconquistare il consenso perso a favore di Futuro Nazionale. Ieri, Meloni ha aperto a questa opportunità, affermando: “Abbiamo ancora moltissimo da fare”, sottolineando la stabilità del governo. Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ripetuto che non ci dovrebbero essere elezioni anticipate, esprimendo la necessità di continuare a lavorare per il Paese. Anche il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha fatto eco a queste affermazioni. Tuttavia, l’opzione del voto anticipato in primavera, possibilmente in combo con le elezioni comunali, resta sul tavolo di Palazzo Chigi, mirata a massimizzare l’effetto della polarizzazione contro Futuro Nazionale, che Meloni sembra intenzionata a escludere dalle prossime competizioni.