Giugno 2026: il mese più caldo mai registrato nell’Europa occidentale

09.07.2026 08:35
Giugno 2026: il mese più caldo mai registrato nell'Europa occidentale

Giugno 2025: il mese più caldo mai registrato in Europa occidentale

Il mese di giugno 2025 ha segnato un nuovo primato come il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo a livello globale. Le temperature in Europa sono risultate superiori di 3,06 °C rispetto alla media degli ultimi decenni, superando il record di giugno 2024, sempre per la parte occidentale del continente, riporta Attuale.

A livello globale, il mese scorso è stato il secondo giugno più caldo di sempre, con un incremento della temperatura media di 1,39 °C rispetto al periodo preindustriale, evidenziando così l’impatto delle attività umane sul clima.

L’ondata di calore di giugno, unita a quella che ha colpito gran parte dell’Europa da fine mese a inizio luglio, ha significativamente contribuito al nuovo record. Per diversi giorni, le temperature hanno superato le medie stagionali in Francia, Spagna, Regno Unito, parte della Germania e dell’Italia, mostrando anomalie anche in altre regioni, compresi i paesi del nord Europa.

Samantha Burgess, ricercatrice di Copernicus, ha dichiarato: “Questi record mostrano un sistema climatico in continuo accumulo di calore. Il risultato sono ondate di calore sempre più intense, un oceano caldo in modo persistente e rischi crescenti per le persone, gli ecosistemi e le infrastrutture in tutta Europa e non solo”.

Il blocco atmosferico responsabile della recente ondata di calore, formatasi a causa di un’area di bassa pressione sull’Atlantico e una di alta pressione su buona parte dell’Europa centrale e del Mediterraneo, non è un fenomeno nuovo, ma si è intensificato negli ultimi anni a causa del riscaldamento globale. Le temperature medie sono più alte, provocando ondate di calore non solo più intense, ma anche precoci e durature.

Secondo le analisi del consorzio di scienziati World Weather Attribution, una ondata di calore come quella che ha colpito l’Europa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio sarebbe stata impossibile senza la crisi climatica in corso.

I prolungati periodi di caldo portano con sé gravi conseguenze economiche e per la salute pubblica. Le autorità sanitarie francesi hanno stimato che ci siano state almeno mille morti in eccesso durante i tre giorni più caldi del mese scorso, mentre si prevede che il numero complessivo di decessi legati al caldo in Francia a giugno superi i 2.700, sebbene le stime siano ancora preliminari.

In un rapporto della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), viene evidenziato che oltre 200.000 persone sono morte a causa di ondate di calore anomale in Europa negli ultimi quattro anni, con la maggior parte di queste morti ritenute evitabili attraverso politiche di sostegno per le persone vulnerabili, come l’installazione di aria condizionata nei centri per anziani o la creazione di rifugi climatici nelle città.

Le notizie sull’eccezionale caldo di giugno giungono in un momento in cui diversi paesi europei si apprestano ad affrontare un nuovo periodo di alte temperature, con massime che in alcuni casi superano i 40 °C. Rispetto a giugno, l’escursione tra le temperature massime e minime è più marcata, offrendo così un certo sollievo nelle ore notturne e rendendo il caldo meno rischioso rispetto a quello dell’ondata di caldo appena conclusa.

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