Dazi americani: l’Unione Europea pronta a rispondere
In risposta alle possibili nuove misure protezionistiche degli Stati Uniti, l’Unione Europea sta preparando una serie di contromisure. Con l’allerta già lanciata dalla Francia riguardo a un «bazooka» di opzioni, si prevede un intervento congiunto e strategico per difendere gli interessi europei, riporta Attuale.
La politica commerciale europea è di competenza dell’Unione, che legisla e stipula accordi internazionali. Pertanto, qualora gli Stati Uniti dovessero imporre nuovi dazi, la risposta deve essere unanime e coordinata a livello europeo, richiedendo una maggioranza qualificata che rappresenti almeno 15 Stati membri e il 65% della popolazione dell’UE.
Secondo Olof Gill, portavoce della Commissione europea, è complesso e burocraticamente difficile limitare i dazi solo a determinati paesi dell’UE. La legislazione unionale prevede l’operatività come mercato unico e unione doganale, con un’origine Ue che si applica solo alle merci prodotte all’interno della comunità europea. Ciò implica che una misura mirata su prodotti di singoli Stati membri al di fuori di un contesto unionale presenti sfide significative.
In caso di dazi ingiusti, l’Unione ha dimostrato di adottare misure proporzionali, come evidenziato nell’accordo politico raggiunto nel luglio scorso, in cui i membri hanno concordato contro-dazi su beni statunitensi per un valore complessivo di 93 miliardi di euro, nel caso in cui gli Stati Uniti avessero applicato dazi del 50% su esportazioni europee. Attualmente, queste contromisure sono state sospese fino al 7 febbraio 2026.
Un ulteriore strumento è stato attivato nel dicembre 2023: l’anti-coercizione, mai utilizzato fino ad ora, è stato concepito in risposta alle pressioni cinesi nei confronti della Lituania. Il «bazooka» francese include potenziali contromisure come l’imposizione di dazi, limitazioni al commercio di servizi digitali e finanziari, restrizioni sugli investimenti esteri, interdizioni negli appalti pubblici e commi inerenti ai diritti di proprietà intellettuale, fino al blocco dei prodotti che non rispettano le normative chimiche e sanitarie europee.
Ma che situazione incredibile! Gli USA continuano a farci la guerra commerciale e noi dobbiamo sempre prepararci a rispondere. Alla fine però, chi ci rimette è sempre il cittadino comune. Spero che l’Europa riesca a trovare un accordo efficace senza penalizzare ulteriormente le piccole imprese e noi consumatori.