Il messaggio di Mojtaba Khamenei: tono duro e richieste di risarcimento per danni subiti

12.03.2026 23:55
Il messaggio di Mojtaba Khamenei: tono duro e richieste di risarcimento per danni subiti

Nuova Guida suprema iraniana lancia avvertimenti truci

Nel primo messaggio ufficiale della nuova Guida suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, viene ribadito un tono severo che non lascia spazio a moderazioni. La comunicazione, trasmessa dalla tv di Stato, avviene tramite un testo letto da una giornalista in chador, suscitando preoccupazioni sulla salute del leader, ferito in attacchi che hanno causato la morte di membri della sua famiglia, riporta Attuale.

Khamenei, come un generale dei pasdaran, esprime un linguaggio carico di sfida. Due punti salienti emergono dal suo messaggio: l’ordine di mantenere il blocco dello Stretto di Hormuz e un appello ai Paesi vicini affinché chiudano le basi militari statunitensi utilizzate per attaccare l’Iran. “La leva del blocco dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione contro il nemico”, dichiara Khamenei, riaffermando la strategia del regime di utilizzare questo passaggio, cruciale per il petrolio mondiale, come deterrente.

Riguardo ai Paesi del Golfo, afferma: “Crediamo ancora nella necessità di rapporti di amicizia con i Paesi della regione, ma essi devono chiarire la loro posizione verso coloro che hanno violato la nostra patria e ucciso il nostro popolo”. Khamenei consiglia: “Consiglio loro di chiudere al più presto le basi americane, perché ormai è evidente che la promessa degli Stati Uniti di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna”.

Mojtaba Khamenei non si ferma qui; richiede risarcimenti per i danni alle infrastrutture, con un ultimatum: “Riceveremo un risarcimento dal nemico per i danni inflitti alle proprietà del nostro popolo; se esso rifiuterà, prenderemo dalle sue proprietà quanto riterremo necessario oppure distruggeremo una quantità equivalente di beni”. Inoltre, invoca unità nazionale, esortando il popolo a mettere da parte le divergenze politiche in presenza di un nemico comune.

Mentre Donald Trump frequentemente annuncia la conclusione della guerra, Khamenei assicura: “Non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri. La rappresaglia che abbiamo in mente non si limita al solo martirio del grande leader della Rivoluzione; ogni membro della nazione martirizzato dal nemico costituisce un caso a sé stante nel fascicolo della vendetta”. Sottolinea anche i casi speciali, citando il raid di Minab che ha causato la morte di 175 persone, molti dei quali bambini.

In un tono di sfida, Khamenei si rivolge ai suoi “coraggiosi combattenti” e menziona gli alleati come Hezbollah e gli Houthi, nonostante quest’ultimi non siano ancora intervenuti. Allo stesso tempo, i media iraniani avvertono che tutte le strutture petrolifere ed energetiche della regione con interessi statunitensi sono legittimi obiettivi. Mentre al contempo, persistono bombardamenti su Teheran.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere