Zelensky critica l’Europa: “In modalità Groenlandia”
DAVOS – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affrontato con toni duri i leader europei durante il World Economic Forum di Davos, presentando un quadro impietoso delle aspettative nei confronti dei suoi alleati. Arrivato da una Kiev al gelo e senza acqua corrente, Zelensky ha affermato che le azioni europee dimostrano una mancanza di serietà nel rispondere alle sfide globali, riporta Attuale.
Durante un incontro con Donald Trump, Zelensky ha dichiarato che non c’è stato un progresso significativo nelle garanzie di sicurezza e nel piano di rilancio economico per l’Ucraina. La sua frustrazione si è rivolta in particolare verso gli alleati europei: “Tutti conoscono il film Il Giorno della marmotta e nessuno vuole ripetere la stessa cosa per anni, ma noi viviamo così. Un anno fa dicevo che l’Europa deve imparare a difendersi e siamo esattamente allo stesso punto”, ha affermato.
Zelensky ha sottolineato che la situazione in Groenlandia è emblematica di un’Europa che appare indecisa: “La maggioranza dei governi europei non sa ancora bene cosa fare. Sembra che tutti aspettino che l’America si calmi. Ma che succede se non si calma?”, ha chiesto, aggiungendo: “Mandando 40 soldati, rischiate di non essere presi sul serio”.
Il leader ucraino ha criticato l’approccio europeo nei confronti di Trump, ricordando come i dimostranti bielorussi siano stati lasciati soli nel 2020, culminando ora nella presenza di missili russi in Bielorussia. Ha inoltre menzionato che le azioni contro il regime iraniano sono state minime, sostenendo che l’Europa dovrebbe riprendere il comando nella difesa della libertà a livello globale, piuttosto che cercare di convincere Trump a cambiare. “L’Europa appare persa”, ha sottolineato.
Zelensky ha insistito sulla necessità di azioni decisive, affermando che mentre l’Europa rimane in “modalità Groenlandia”, le forze che minacciano la stabilità del continente non stanno aspettando. Ha citato il premier ungherese Viktor Orbán per illustrare la pericolosità della dipendenza europea dai fondi russi, dichiarando: “Ogni Viktor che vive di soldi europei si merita una bottarella sulla testa”.
Il presidente ucraino ha anche messo in discussione il comportamento dell’Europa riguardo alle sanzioni imposte sulla Russia e la lentezza nella fornitura di armi vitali per l’Ucraina. “Di missili a lungo raggio si è parlato per tutto l’anno scorso, ora non se ne parla neanche più”, ha affermato, lamentandosi che l’Europa non stia agendo con decisione per fermare il finanziamento della guerra da parte della Russia.
In ultima analisi, Zelensky ha concluso con una nota di drammatica allerta: “Siamo grati delle garanzie di sicurezza, ma arriveranno a guerra finita e senza l’America non funzionano. L’Europa ama discutere del futuro ma evita di agire oggi”. Ha messo in discussione l’affidamento sulla NATO, avvertendo: “E se gli Stati Uniti non agissero?”.