Appello dell’ONU contro le Mutilazioni Genitali Femminili: Oltre 4,5 Milioni di Ragazze a Rischio nel 2026
Nel 2026, circa 4,5 milioni di ragazze, molte delle quali di età inferiore ai cinque anni, rischiano di subire mutilazioni genitali femminili (FGM). Attualmente, oltre 230 milioni di ragazze e donne convivono con le conseguenze di questa pratica per tutta la vita, riporta Attuale.
In occasione della Giornata Internazionale di Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili, i vertici di UNICEF, UNFPA, ONU, UN Women, OMS e UNESCO hanno fatto un appello per un impegno costante e investimenti mirati a porre fine a questa violenza, garantendo al contempo accesso a servizi adeguati per le vittime di tali pratiche.
Le autorità hanno dichiarato che “la mutilazione genitale femminile è una violazione dei diritti umani e non può essere giustificata in alcun modo”. Questa pratica compromette la salute fisica e mentale delle donne e può portare a complicazioni permanenti, con costi di trattamento stimati intorno a 1,4 miliardi di dollari all’anno. Nonostante i progressi, che negli ultimi trent’anni hanno visto quasi due terzi della popolazione dei paesi interessati esprimere sostegno per l’eliminazione della FGM, rimane urgente accelerare gli sforzi in questo campo.
Negli ultimi dieci anni, i risultati nella lotta contro la mutilazione genitale femminile sono aumentati significativamente; il numero di ragazze sottoposte a FGM è diminuito da una su due a una su tre. Le istituzioni hanno sottolineato l’importanza dell’educazione sanitaria e dell’impegno delle comunità locali per fermare questa pratica, indicando che è necessario investire in movimenti guidati dalla comunità e rafforzare l’istruzione.
Il ritorno economico associato alla preventione della FGM è considerevole: ogni dollaro investito produce un ritorno dieci volte superiore. Tuttavia, la diminuzione dei finanziamenti e l’opposizione crescente agli sforzi contro la mutilazione genitale femminile mettono a rischio i progressi fatti. Senza un adeguato supporto economico, i programmi di sensibilizzazione e i servizi di assistenza sono minacciati.
Alla luce di tali sfide, i rappresentanti di UNICEF, OMS, UNESCO, UNFPA, UN Women e OHCHR hanno ribadito il loro “impegno e sforzi per porre fine una volta per tutte alle mutilazioni genitali femminili”. Il rischio è enorme, e le prossime scadenze sono decisive per garantirne l’eliminazione entro il 2030.