De Pascale sul disagio mentale: “L’immigrazione non ha nulla a che fare con la sicurezza”

18.05.2026 06:15
De Pascale sul disagio mentale: "L'immigrazione non ha nulla a che fare con la sicurezza"

Riflessioni sul disagio mentale e la sicurezza dopo l’attacco a Ravarino

Il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha sottolineato l’importanza della risposta collettiva dei cittadini e dei servizi di emergenza in seguito all’attacco avvenuto a Ravarino. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di considerare il tema del disagio mentale come un fattore centrale nella prevenzione di eventi tragici, riporta Attuale.

De Pascale ha dichiarato che il sospettato 31enne aveva accesso ai servizi di salute mentale e presentava disturbi minori che non lasciavano prevedere una violentissima escalation. “È evidente che serve un’integrazione fra le politiche sanitarie e quelle di sicurezza“, ha affermato, chiedendo una riforma nella gestione dei servizi.

“Non dobbiamo limitarci a rispondere a chi cerca aiuto, ma è fondamentale fornire risorse ai centri per una medicina attiva e integrata”, ha proseguito, escludendo l’uso di misure coercitive e sottolineando l’importanza della collaborazione con le comunità.

Nonostante la crescente attenzione al tema dell’immigrazione, De Pascale ha criticato l’uso politico di questa tragedia, sostenendo che non si possono attribuire le colpe ai migranti o alle seconde generazioni. “Ogni racconto di cronaca non dovrebbe diventare strumentalizzazione politica”, ha affermato, esprimendo il suo disaccordo con le risposte del ministro Matteo Salvini.

Il governatore ha anche menzionato l’importanza della visita degli alti funzionari, come il presidente Mattarella e la premier Meloni, ribadendo il suo apprezzamento per gli sforzi di Piantedosi, mentre rimane critico verso le strumentalizzazioni politiche in corso.

Sul tema della sicurezza, De Pascale ha ricordato i tragici eventi passati, come l’attentato ai mercatini di Ravenna, suggerendo che, sebbene le barriere fisiche possano essere utili, la prevenzione assoluta di questi atti violenti resta una sfida complessa. “È impossibile prevenire un comportamento del genere solo con misure fisiche”, ha concluso, auspicando una più profonda riflessione sulle cause alla radice di queste tragedie.

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