Cuba a rischio di disordini: compagnie aeree canadesi sospendono voli per mancanza di carburante

10.02.2026 13:05
Cuba a rischio di disordini: compagnie aeree canadesi sospendono voli per mancanza di carburante

Cuba vicino al collasso: mancanza di carburante ferma i voli e aumenta il rischio di disordini

Cuba si trova sull’orlo dell’«Opzione Zero», già prevista da Fidel Castro. Il presidente Miguel Diaz-Canel ha dichiarato che l’isola non riceve più petrolio da dicembre e si avvia a una crisi economica profonda, con i turisti che abbandonano in massa la capitale e le spiagge. Le compagnie aeree canadesi, come Air Canada e WestJet, hanno interrotto i voli a causa della mancanza di carburante, inviando aerei vuoti per riportare a casa circa 3.000 turisti canadesi ancora sull’isola, riporta Attuale.

In un avviso della Federal Aviation Administration, l’aeroporto internazionale José Martí ha comunicato che da oggi «non è disponibile» carburante per i jet. Mentre alcune compagnie, come Air France e Air Europa, continuano a operare con soste in altri aeroporti, i principali vettori canadesi hanno sospeso i voli in risposta alla situazione. La fuga dei turisti, già in atto, deriva anche dalla paura di possibili disordini sociali, simili a quelli avvenuti nel luglio 2021, e di un intervento militare statunitense.

Dallo scorso gennaio, Cuba ha interrotto le forniture di petrolio dal Venezuela, a seguito delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Senza questa fonte fondamentale, il governo cubano sta adottando misure drastiche, tra cui la sospensione di interventi chirurgici e la promozione di pratiche mediche alternative a causa della scarsità di medicinali. I cittadini sono chiamati a far fronte a un sistema sanitario in crisi e a emergenze sanitarie senza le risorse necessarie.

L’industria turistica cubana sta vivendo un tracollo senza precedenti, con il numero di visitatori stranieri crollato dell’82,2% rispetto al 2024. Le statistiche confermano che, solo a dicembre, l’isola ha accolto meno di due milioni di turisti, un numero ben lontano dai 4,7 milioni del 2018. L’analista Andrés Oppenheimer avverte che la maggior parte dei giovani cubani ha lasciato il paese, lasciando un’emorragia demografica che potrebbe ostacolare la mobilitazione popolare contro il regime.

Il governo di Diaz-Canel afferma che «Cuba non collasserà», ma il rischio di disordini sociali aumenta. Amnesty International ha denunciato un’escalation di arresti arbitrari e preoccupazioni sullo stato di salute di detenuti politici. Gli aiuti internazionali sembrano lontani, con solo il Messico che ha promesso sostegno. La situazione sull’isola diventa sempre più difficile, mentre l’«Opzione Zero» si fa strada come una strategia di contenimento di una crisi pervasive.

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