Il disegno di legge sull’immigrazione, approvato nel Consiglio dei Ministri dell’11 febbraio 2025, introduce non solo un blocco navale ma anche una serie di restrizioni significative, tra cui il pagamento a carico del migrante per documenti necessari al rilascio del permesso di soggiorno. Queste nuove misure intervengono in un contesto di maggiore controllo sull’immigrazione e ricalcano gli sviluppi precedenti, inclusa la decisione di Strasburgo riguardante i centri di trattenimento in Albania, riporta Attuale.
Le norme
Il disegno di legge, che attua il patto dell’Unione Europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024, stabilisce nuove regole per i migranti che arrivano in Italia, comprese le disposizioni per i minori. L’articolo 2 prescrive che un migrante in cerca di protezione internazionale debba richiedere «l’autorizzazione a risiedere in un luogo specifico» e, in aggiunta, «segnalare, anche mediante strumenti a distanza che non compromettano la libertà individuale, la propria presenza alle autorità in date specifiche o a intervalli regolari». Ciò suggerisce l’uso di braccialetti elettronici per monitorare i richiedenti asilo.
I trattenimenti dei richiedenti asilo
In determinate circostanze, specificate nel provvedimento, i richiedenti asilo possono essere trattenuti per «motivi particolari», inclusi i minori non accompagnati. Sono previste attività di utilità sociale per i richiedenti asilo, che dovranno anche far fronte a condizioni economiche che potrebbero escludere alcuni dalla richiesta, in caso di reati pregressi o altri requisiti specifici. Il disegno di legge contempla un possibile addebito, «non superiore al prezzo della carta di identità», per la concessione del permesso di soggiorno, nonché il versamento di ulteriori contributi «qualora il beneficiario disponga di mezzi sufficienti».
Il blocco navale
Il provvedimento include la polemica norma sul blocco navale, che prevede sanzioni fino a 50mila euro per la violazione del divieto di ingresso, attuato in caso di minacce alla sicurezza nazionale o all’ordine pubblico. In caso di violazione del divieto, la multa varia tra 10.000 e 50.000 euro. Inoltre, la responsabilità si estende a «utilizzatore, armatore e proprietario della nave», con confisca dell’imbarcazione in caso di recidiva.
Le imbarcazioni possono poi essere dirottate verso «paesi terzi diversi da quello di provenienza, con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi», aprendo la strada a possibili centri di permanenza in Albania.
La norma Almasri
Nella versione finale del disegno di legge è stata inserita la cosiddetta «norma salva Almasri», che prevede la possibilità di «disporre la consegna allo Stato di appartenenza di una persona presente sul territorio nazionale, qualora la sua permanenza possa compromettere la sicurezza della Repubblica o l’integrità delle relazioni internazionali e diplomatiche dello Stato, ovvero quando la consegna sia necessaria in adempimento di obblighi derivanti da accordi internazionali di sicurezza».