Giorgia Meloni focalizza l’attenzione sulla politica interna e sulla sicurezza
C’è un programma da completare e situazioni critiche da gestire. Giorgia Meloni ha messo in cima alla sua agenda i dossier di politica interna. Lo dimostra l’input dato agli uffici di Palazzo Chigi e ai Ministeri di eseguire uno screening degli obiettivi e dei provvedimenti rimasti in sospeso, per individuare quelli da portare a termine prima della fine della legislatura. La riunione, convocata al ritorno da Ankara con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e alcuni ministri, ha affrontato anche il tema della sicurezza, estesa al caos lungo le linee ferroviarie. Salvini ha indicato come cause “il terrorismo”, oltre a “disagi, chi ruba rame, chi trancia cavi”, riporta Attuale.
Il confronto si è tenuto nel pomeriggio, all’indomani del vertice Nato in Turchia, dove Meloni ha annunciato un cambio di passo, specificando che lunedì, per occuparsi dei “dossier in patria”, sarà rappresentata da Tajani al vertice dei Volenterosi sull’Ucraina a Parigi. “Nessun disimpegno sull’Ucraina ma non mi posso permettere un disimpegno sull’Italia”, ha puntualizzato la presidente del Consiglio, sottolineando l’importanza della politica estera per la politica interna, specialmente in momenti di crisi. Lo scenario globale continua a preoccupare i vertici del governo, segnando l’ingresso dell’Italia in una nuova fase politica.
Nella maggioranza si parla apertamente di campagna elettorale, sia che si vada a votare a scadenza naturale (autunno 2027) o prima. I sondaggi mostrano un aumento della critica verso Donald Trump, il cui rapporto con Meloni è attualmente congelato, e la crescita di Futuro Nazionale e dell’appeal dei cavalli di battaglia di Roberto Vannacci, a partire dalla remigrazione. Anche se il generale è descritto come “un avversario” da Giovanni Donzelli, rappresentante di FdI, è “tra coloro che vogliono far cadere il primo governo di destra”. Già individuati i provvedimenti rimasti in sospeso, il successivo passo politico sarà quello di decidere su quali puntare negli ultimi mesi di governo.
È probabile che alcuni temi riguardino la sicurezza, che si intreccerà con l’aumento delle spese per la difesa, o l’immigrazione, dossier su cui la premier rivendica un impatto in Ue, a seguito della proposta della Commissione di un nuovo regime di sanzioni contro il traffico di migranti: “Volevamo cambiare l’approccio europeo sull’immigrazione, renderlo più concreto, più responsabile e più attento alla sicurezza dei cittadini. I fatti dimostrano che questa direzione sta prendendo forma”. Per l’esecutivo è pure una fase in prossimità della manovra, l’ultima della legislatura. Se a settembre l’Italia dovesse uscire dalla procedura di infrazione, e se calassero le tensioni in Medio Oriente, la manovra potrebbe essere espansiva, tenendo presente che sarà l’ultima in cui si rifletteranno le spese per il superbonus. Parallelamente, continua il confronto con la Commissione Ue, per definire le misure che potranno beneficiare della flessibilità aggiuntiva concessa per la crisi energetica.