L’italia cresce ma affronta fragilità strutturali secondo il rapporto di Emmanuele Massagli

10.07.2026 06:25
L'italia cresce ma affronta fragilità strutturali secondo il rapporto di Emmanuele Massagli

Crescita economica in Italia: fragilità strutturali persistono

Il Rapporto evidenzia come l’Italia stia crescendo nei fondamentali economici, ma continui a mostrare alcune fragilità strutturali. Emmanuele Massagli, professore dell’Università Lumsa, consigliere del Cnel e presidente di Aiwa e della Fondazione Tarantelli, sottolinea queste criticità. “Il declino demografico e il divario di genere sono preoccupazioni chiave”, riporta Attuale.

Tra le fragilità emergono il declino demografico, che influisce su un welfare basato sul lavoro, e il persistente divario di genere. Nonostante l’occupazione abbia raggiunto livelli record, il tasso di partecipazione femminile rimane inferiore alla media europea. Inoltre, la stagnazione salariale implica che, nonostante aumenti nominali, il potere d’acquisto si sia ridotto a causa dell’inflazione, e la precarietà persista anche tra coloro con contratti stabili.

Il declino demografico non è solo una questione di nascite. È anche legato alla diminuzione di nuove imprese e all’assenza di fiducia nel futuro. “Le politiche devono favorire un ambiente che incoraggi famiglie e imprese a investire”, afferma Massagli. Servizi pubblici e politiche del lavoro devono essere orientati per sostenere le famiglie, anche attraverso la certificazione per la conciliazione tra vita professionale e privata promossa dal ministero per la Famiglia.

Si evidenzia un legame tra la bassa occupazione femminile e la denatalità, ma “le ricerche mostrano che l’occupazione femminile è un fattore di crescita per la natalità”, spiega Massagli. Le differenze salariali tra uomini e donne non possono essere eliminate con incentivi limitati; richiedono un cambiamento strutturale del mercato del lavoro. Il welfare aziendale viene identificato come un potenziale fattore di cambiamento, permettendo a lavoratori e lavoratrici di prendersi cura dei figli senza abbandonare il lavoro.

In merito ai salari, il Rapporto Inps segnala una ripresa, con le retribuzioni nominali che sono aumentate di un 3,6% nel 2025 rispetto al 2024, e del 14,5% dal 2019. Tuttavia, il potere d’acquisto resta eroso dall’inflazione, evidenziando che interventi fiscali come detrazioni ed esenzioni hanno soprattutto avvantaggiato i redditi più bassi. “Si spera che il Tec, il trattamento economico complessivo, diventi il parametro di riferimento per la contrattazione salariale”, conclude Massagli, auspicando un ritorno del ruolo autoritario della contrattazione nazionale.”

1 Comment

  1. Mah, la situazione in Italia è davvero complicata. Si sente sempre parlare di crescita, ma se i problemi strutturali rimangono, che senso ha? E la questione del divario di genere è allarmante. Senza un vero cambiamento, mi sembra difficile che le cose possano migliorare. E nel frattempo il costo della vita continua a salire…

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere