Bufera sulla psicologa che critica i genitori della famiglia del bosco, il Garante interviene

23.02.2026 12:15
Bufera sulla psicologa che critica i genitori della famiglia del bosco, il Garante interviene

Pescara, 23 febbraio 2026 – La vicenda della famiglia del bosco – papà, mamma e 3 figli che vivevano in un casolare nei boschi vicino a Palmoli (Chieti) senza acqua corrente e luce – sta deflagrando in una guerra che vede contrapporre la famiglia e il Tribunale (e di conseguenza gli esperti nominati) che ha deciso l’allontanamento dei bambini dalla casa nel bosco e il trasferimento in una casa famiglia alla sola presenza di mamma Catherine, riporta Attuale.

Il post della psicologa condiviso su Facebook

“La fiaba esotica della famiglia nel bosco è finita così: con un casolare gratis, immerso nel verde, offerto come se fosse un premio a chi chiedeva 150mila euro ai servizi sociali per poter accertare lo stato di salute dei figli tramite analisi del sangue”.

Un post questo, scritto su Facebook nei giorni in cui il caso veniva alla ribalta nelle cronache nazionali, che a prima vista rappresenterebbe ‘soltanto’ il parere di quella fetta di popolazione – l’Italia si è praticamente spaccata in due su questa vicenda – che difende la decisione dei giudici.

Peccato che a scrivere non sia proprio un cittadino qualunque, ma la psicologa che effettua i test psicologici dei due genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.

Si muove il Garante per l’infanzia

Da qui scatta l’ennesima bufera sul lavoro della psicologa che affianca la consulente tecnica d’ufficio, Simona Ceccoli. Parole che, secondo il perito di parte Tonino Cantelmi, avrebbero violato il codice deontologico, tanto da scatenare la reazione anche della Garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha disposto gli accertamenti del caso per verificare che la psicologa abbia rispettato “principi di imparzialità, correttezza e trasparenza”.

Per la Garante i post sui social sono un “fatto di estrema gravità” che avrebbe disatteso il requisito fondamentale dell’imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato. Queste osservazioni giungono a due settimane dall’atteso colloquio psicologico cui saranno sottoposti i tre bambini della coppia, così come disposto dal Tribunale dei Minori, nelle giornate del 6 e 7 marzo prossimi. 

“Parlerà il mio lavoro finale”, le uniche parole della diretta interessata contattata dall’ANSA.

La dottoressa iscritta all’Albo da poco più di 3 anni

A insospettire Cantelmi, però, non sono solo i post di critiche sui social, ma anche il curriculum professionale della psicologa, che lei stessa aveva fatto intendere di essere consono al ruolo svolto. Secondo il perito, infatti, la dottoressa sarebbe iscritta all’Albo degli psicologi “da poco più di tre anni”, due in meno di quanto sarebbe previsto per legge. “L’articolo 4 del decreto 109 del 2023 – spiega – stabilisce i requisiti di speciale competenza richiesti ai consulenti tecnici d’ufficio per operare in ambito minorile, documentabili tramite specializzazione accademica: possedere almeno cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria”.

“A questo punto voglio verificare se anche il curriculum della Ctu (Simona Ceccoli, ndr) soddisfa questi requisiti”, aggiunge Cantelmi che comunque lancia un appello “a collaborare, con l’assistente sociale, con la psicologa dei test, con la Ctu purché si abbia davvero a cuore il bene supremo di questi bimbi. Noi – conclude lo psichiatra – offriamo collaborazione e alleanza, altrimenti non possiamo far altro che denunciare quelle che per noi sembrano incompetenze o incongruenze”.

Tra famiglia, psicologi e assistenti sociali, insomma, è ormai una vera e propria battaglia, fatta di scambi di accuse e richieste ufficiali di revoche da parte dei legali, sempre respinte. 

1 Comment

  1. Non so che pensare di questa situazione. Non ci posso credere che una famiglia venga separata in questo modo! Davvero ci sono problemi così gravi in Italia? La psicologa poi, che post sul suo profilo… mmh, sembra più interessata a farsi notare che a proteggere i bambini. Che schifo!

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