Dentro Hormuz. Kumzar, il villaggio omana al confine con l’Iran, vive in silenzio tra conflitti distantissimi

15.04.2026 23:35
Dentro Hormuz. Kumzar, il villaggio omana al confine con l'Iran, vive in silenzio tra conflitti distantissimi

La guerra lontana di Kumzar

DALLA NOSTRA INVIATA
KHASAB (OMAN) – In un contesto di tensioni regionali, Kumzar, un villaggio sull’omonimo stretto, rimane un’incantevole oasi di pace, a soli trenta chilometri dalle coste iraniane, riporta Attuale.

Le casupole colorate di questo villaggio, silent witnesses di secoli di storia, sembrano estranee alle ambizioni imperiali che caratterizzano il Golfo Persico. Kumzar, infatti, rappresenta un crocevia cruciale per il traffico globale di petrolio e ora è diventato un nodo decisivo per gli sviluppi del conflitto in Iran.

Il motoscafo attracca sulla piccola spiaggia di Kumzar, accolta da un residente che si ripara dal caldo. «Turist, turist», esclamano i bambini, consapevoli che gli avventori siano una presenza rara in questo angolo remoto del mondo.

Duecento case

Nel piccolo centro, composto da duecento case, una scuola, un ristorante e una moschea, i residenti si basano sulla pesca e sul turismo; tuttavia, la guerra e il blocco navale hanno drasticamente cambiato le loro vite. La strada principale è deserta, un segnale di interruzione in un mondo che sembra lontano.

Interrogati riguardo alla guerra, i locali rispondono con sorpresa. «No war, no war», affermano in un inglese incerto, evidenziando come, sebbene il conflitto si trovi a sole trenta miglia, Kumzar non ne percepisca gli effetti diretti. La comunità vive in un’armoniosa normalità, lontana dalle allerta, con le sirene che non risuonano mai qui.

Un giovane residente racconta di aver visto solo due missili nel cielo durante una celebrazione: «Sembravano fuochi d’artificio». A poca distanza, però, si trova Bandar Abbas, un porto iraniano recentemente bombardato, simbolo della guerra in corso.

I dirimpettai

Le imbarcazioni iraniane navigano rapidamente verso Kumzar per rifornirsi di beni essenziali, acquistati in Oman. La guerra ha reso difficile il commercio per l’Iran, costringendo i mercanti a caricare non solo cibo e vestiti, ma anche automobili per il trasferimento in patria.

Malgrado la presenza del conflitto, gli abitanti di Kumzar non si lasciano sopraffare dalla paura o dalla retorica politica. Qui, la guerra si manifesta attraverso la mancanza di turisti e opportunità lavorative, ma la vita continua. I bambini riempiono i vuoti lasciati da un’assenza di visitatori, portando un barlume di speranza in un contesto difficile.

Mentre i piccolini giocano a riva, il villaggio appare come un miraggio che potrebbe svanire al primo sguardo. Questo angolo di Oman, paragonato alla «Norvegia d’Arabia», è intriso di bellezza e calma, nonostante le navi bloccate nel vicino stretto di Hormuz attendano pazienti in un limbo di inattività.

In un’epoca in cui le guerre cambiano il volto del mondo, Kumzar rimane un faro di normalità, sottolineando come la vita possa persistere nonostante i tumultuosi eventi che si svolgono nel mondo circostante.

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