Morto Nitto Santapaola, mandante della strage di Capaci e capo del clan Santapaola-Ercolano

03.03.2026 05:15
Morto Nitto Santapaola, mandante della strage di Capaci e capo del clan Santapaola-Ercolano

È morto Nitto Santapaola, il boss catanese mandante delle stragi di Capaci e via d’Amelio

È morto nel carcere di Opera Nitto Santapaola, storico boss catanese a lungo a capo del clan Santapaola-Ercolano. Era malato da tempo. La procura di Milano ha disposto l’autopsia sul corpo dell’ex capomafia, condannato a diversi ergastoli per alcune delle più gravi stragi di Cosa nostra, riporta Attuale.

Il suo nome è legato innanzitutto alla stagione delle stragi dei primi anni Novanta. Santapaola fu condannato all’ergastolo – assieme ad altri boss della mafia – come mandante della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Il 19 aprile 1995 si presentò nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta per l’avvio del processo, che vedeva imputate 41 persone tra capi e gregari di Cosa nostra. Nel 1997 arrivò la prima condanna all’ergastolo, confermata negli anni successivi. Santapaola fu imputato anche per la strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano. Nel 2006 venne condannato all’ergastolo anche per questo attentato, con sentenza definitiva nel 2008.

Già negli anni Ottanta, il boss catanese, alleato dei corleonesi di Totò Riina, era stato ritenuto responsabile di gravi delitti. Tra questi, la strage della Circonvallazione di Palermo del 16 giugno 1982, quando un commando uccise il boss Alfio Ferlito, in trasferimento verso il carcere di Trapani, insieme a tre carabinieri della scorta.

Nel corso dei processi, le accuse nei suoi confronti si sono fondate anche sulle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, che ne hanno delineato il ruolo di vertice nella Cupola regionale di Cosa nostra.

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