Paesi del Golfo sotto attacco: la capacità di difesa aerea in pericolo
I paesi arabi del Golfo stanno affrontando un crescente rischio di esaurire le loro difese aeree a causa degli attacchi con missili e droni perpetrati dall’Iran, con preoccupazioni che aumentano se il conflitto si protrae nel tempo. Negli ultimi giorni, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein hanno limitato i danni grazie ai sistemi di difesa aerea acquistati, in particolare dagli Stati Uniti, come i Patriot e i Thaad, riporta Attuale.
Questi sistemi utilizzano radar per rilevare i missili iraniani, lanciando a loro volta missili intercettori per neutralizzarli in volo, prima che colpiscano i bersagli. Tuttavia, è necessario impiegare diversi intercettori per abbattere un singolo missile nemico, creando timori che i paesi del Golfo potrebbero esaurire rapidamente le loro munizioni prima che l’Iran finisca i lanci, lasciando così le aree vulnerabili.
Secondo stime riportate dal Wall Street Journal, il rischio di esaurimento delle difese è concreto: si stima che l’Iran disponga di circa 2.000 missili capaci di colpire il Golfo. Sebbene il numero di missili intercettori in dotazione ai paesi del Golfo non sia noto, si presume che gli Emirati Arabi Uniti ne abbiano circa un migliaio, il Kuwait circa 500 e il Bahrein meno di 100. Negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno intensificato il dispiegamento di sistemi di difesa aerea nella regione. Ogni missile intercettore ha un costo che si aggira sui milioni di dollari.
In aggiunta, i governi del Golfo ripongono speranze nell’aviazione statunitense e israeliana per identificare e distruggere rapidamente le postazioni di lancio iraniane, al fine di limitare i lanci di missili.
Un ulteriore problema deriva dal fatto che l’Iran non si limita a lanciare missili, ma utilizza anche droni d’attacco Shahed, armati di esplosivo, che possono schiantarsi contro obiettivi strategici. Questi droni, più piccoli e meno prevedibili, rappresentano una minaccia maggiore e risultano più difficili da neutralizzare rispetto ai missili. Finora, hanno inflitto danni significativi, colpendo hotel, condomini residenziali, il porto di Jebel Ali negli Emirati e una raffineria in Arabia Saudita.
A differenza dell’Ucraina, i paesi del Golfo non dispongono di forze speciali dedicate all’intercettazione dei droni, costringendoli a impiegare gli stessi sistemi di difesa aerea usati contro i missili. Questo approccio comporta l’uso di costosi missili intercettori per neutralizzare droni dal costo relativamente basso, con un tasso di successo che non è garantito. L’Iran potrebbe avere a disposizione decine di migliaia di droni Shahed, che potrebbero rapidamente mettere a dura prova le difese aeree della regione.
I governi del Golfo possono organizzare rapidamente unità anti-drone, simili a quelle in Ucraina, dove i soldati presidiano obiettivi vulnerabili e inseguono droni con veicoli e mitragliatrici. Tuttavia, se il conflitto prosegue a lungo, sarà necessario sviluppare strategie più selettive per preservare le risorse di difesa, concentrandosi sulle minacce più gravi e accettando che alcuni attacchi possano andare a segno.