I maschi della generazione Z mostrano atteggiamenti tradizionalisti sui ruoli di genere, secondo uno studio internazionale

05.03.2026 16:15
I maschi della generazione Z mostrano atteggiamenti tradizionalisti sui ruoli di genere, secondo uno studio internazionale

La Generazione Z e i Temi di Genere: Risultati di una Ricerca Ipsos

Un’indagine condotta da Ipsos in 29 paesi, inclusa l’Italia, ha rivelato che un terzo dei giovani della Generazione Z ritiene che la moglie debba obbedire al marito e che l’uomo debba avere l’ultima parola nelle decisioni familiari. Questo fenomeno non è limitato ai paesi culturalmente più conservatori. Circa un quarto dei ragazzi, nati tra il 1997 e il 2012, condivide l’idea che le donne non debbano apparire troppo indipendenti o autosufficienti, una convinzione che solo il 12% dei loro predecessori, i baby boomer, sostiene, riporta Attuale.

La ricerca, realizzata in collaborazione con il Global Institute for Women’s Leadership del King’s College di Londra, ha coinvolto un campione di 23.000 giovani provenienti da Stati Uniti, Brasile e Australia. I dati mostrano che gli uomini della Generazione Z hanno il doppio delle probabilità di esprimere opinioni tradizionali sui ruoli di genere rispetto ai baby boomer, mentre le donne della generazione più giovane si allineano a questa tendenza con un 18%, rispetto al 6% delle donne più mature.

Tra i giovani, il 21% degli uomini crede che una «vera donna» non dovrebbe mai prendere l’iniziativa, rispetto al solo 7% dei baby boomer. Inoltre, un preoccupante ritorno a modelli tradizionali di mascolinità emerge con il 43% degli uomini della Generazione Z che affermano che i giovani uomini dovrebbero cercare di essere fisicamente forti, anche se non hanno una corporatura naturale predisposta per questo. Questa pressione a conformarsi a rigidi stereotipi di genere potrebbe riflettersi nelle aspettative sugli altri, in particolare sulle donne.

La convinzione che un uomo che rimane a casa per prendersi cura dei bambini sia «meno uomo» cresce con l’età, passando dal 12% tra i baby boomer al 28% tra i più giovani. Tuttavia, sorprendentemente, la Generazione Z sembra anche il gruppo più propenso a considerare una donna con una carriera di successo più attraente, con il 41% che opera in questo modo.

Kelly Beave, amministratore delegato di Ipsos per il Regno Unito e l’Irlanda, sottolinea che l’indagine di quest’anno evidenzia una grande rinegoziazione dei ruoli di genere e stimola un dialogo vitale su come tali norme vengano rimodellate, mettendo in luce le interazioni tra modernità e tradizione.

Julia Gillard, ex primo ministro australiano e presidente del Global Institute for Women’s Leadership, ha espresso preoccupazione per un atteggiamento sempre più negativo verso la parità di genere, soprattutto tra i giovani uomini: «Dobbiamo impegnarci di più per sfatare l’idea di un gioco a somma zero in cui le donne sono le uniche beneficiarie di un mondo con parità di genere».

Le incertezze economiche possono spingere alcuni giovani verso modelli di mascolinità più rigidi e rassicuranti, ma questo non giustifica tali atteggiamenti. Sociologi evidenziano che parte di questo ritorno al passato possa essere associato all’impatto di algoritmi e social media che polarizzano il dibattito, creando una narrazione di contrapposizione tra sessi invece che di collaborazione.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, ma davvero la Generazione Z ha una visione così retrograda sui generi? Siamo nel 2023 e questi giovani pensano che le donne debbano obbedire? È un po’ inquietante… Forse c’è una connessione con la crescente pressione sociale e le aspettative assurde!!! Dobbiamo davvero riflettere su cosa sta succedendo nella mente di questi ragazzi.

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