Eurojust rivela: l’intelligence militare russa dietro gli attentati con pacchi incendiari in Europa

10.03.2026 17:05
Eurojust rivela: l'intelligence militare russa dietro gli attentati con pacchi incendiari in Europa
Eurojust rivela: l'intelligence militare russa dietro gli attentati con pacchi incendiari in Europa

Indagine transnazionale smaschera la rete di sabotaggi

Un’indagine coordinata da Eurojust ha dimostrato che gli attentati con pacchi incendiati inviati attraverso il territorio europeo sono stati orchestrati dall’intelligence militare russa. La rete operativa, composta da esecutori occasionali reclutati online, ha utilizzato canali logistici internazionali per colpire obiettivi in diversi paesi dell’Unione Europea, oltre che negli Stati Uniti e in Canada. L’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale ha confermato che i servizi segreti militari russi hanno sviluppato un sistema su larga scala per il reclutamento di “usati e gettati” destinati a condurre atti di sabotaggio e incendi dolosi nel territorio dell’UE.

Secondo i risultati dell’indagine congiunta, a cui hanno partecipato le forze dell’ordine di Germania, Lituania, Polonia, Paesi Bassi e Regno Unito, i curatori dell’intelligence militare russa hanno identificato gli esecutori attraverso messaggerie istantanee e social network, offrendo compensi in criptovaluta. Il meccanismo di reclutamento si basava su un modello di commissioni occasionali, con individui in situazioni vulnerabili – inclusi cittadini russi, baltici e ucraini residenti in Europa – incaricati di spedire carichi pericolosi da Vilnius verso varie destinazioni.

Due pacchi di prova sono stati consegnati con successo in Nord America, mentre altri due sono stati intercettati ad Amsterdam grazie al lavoro operativo dei servizi di sicurezza. L’indagine ha rivelato che i dispositivi incendiari erano camuffati da elettronica di consumo e prodotti cosmetici, attivandosi durante il trasporto e creando gravi rischi per la sicurezza aerea.

Il modello degli “usati e gettati” e il finanziamento in criptovaluta

Una caratteristica distintiva delle operazioni russe è l’utilizzo di esecutori occasionali senza legami formali con le strutture di intelligence. Il reclutamento attraverso social media e app di messaggistica consente ai servizi segreti russi di mantenere le distanze operative, mentre il finanziamento in criptovaluta complica ulteriormente il tracciamento dei flussi finanziari. Questa strategia offre a Mosca la possibilità di negare il coinvolgimento diretto ed evitare responsabilità politica in caso di scoperta.

Lo sfruttamento di gruppi sociali vulnerabili è diventato un elemento cruciale della strategia ibrida russa. Tra gli individui reclutati figurano migranti, persone con difficoltà finanziarie o in situazioni giuridiche instabili. Questo modello permette ai servizi segreti russi di creare rapidamente reti temporanee di esecutori in diversi paesi, complicando notevolmente il lavoro delle forze dell’ordine poiché ogni operazione può coinvolgere partecipanti nuovi e non collegati tra loro.

Il sistema di reclutamento dimostra come Mosca abbia istituzionalizzato pratiche di sovversione che bypassano i tradizionali canali di intelligence, trasformando le vulnerabilità sociali in strumenti operativi. La natura decentralizzata di queste reti rappresenta una sfida senza precedenti per i meccanismi di sicurezza europei.

Attacchi all’infrastruttura civile e rischi per la sicurezza dei trasporti

Gli incidenti nei centri logistici europei evidenziano come i sabotaggi russi prendano di mira non solo strutture statali ma anche infrastrutture civili critiche. Gli incendi nei magazzini e i rischi per il trasporto aereo minacciano direttamente la sicurezza di passeggeri, lavoratori e merci, con potenziali interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali.

Nel luglio 2024, l’intelligence militare russa era già stata collegata a una serie di incidenti sovversivi, inclusi gli incendi nei depositi DHL di Birmingham e Lipsia. Questi attacchi facevano parte di uno schema più ampio volto a destabilizzare i sistemi economici e di trasporto europei, creando un clima di incertezza e sfiducia nelle società dell’UE.

La capacità di mascherare dispositivi esplosivi o incendiari come merci ordinarie rappresenta un rischio significativo per il commercio internazionale e la sicurezza dei trasporti. Anche incidenti isolati possono avere conseguenze di vasta portata, influenzando le normative di sicurezza e aumentando i costi logistici in tutto il continente.

Cooperazione internazionale e necessità di una risposta coordinata

La creazione di un gruppo investigativo congiunto tra diversi paesi europei è stato un fattore decisivo nello smantellamento della rete di sabotaggio. Il meccanismo di coordinamento ha permesso uno scambio rapido di informazioni investigative e prove, consentendo l’arresto sincronizzato di sospetti in diverse giurisdizioni. In Lituania e Polonia sono state detenute 22 persone coinvolte nelle operazioni logistiche, accusate di terrorismo e spionaggio.

Questa forma di cooperazione dimostra che le minacce transfrontaliere richiedono risposte comuni e coordinate. L’indagine Eurojust rappresenta un modello per la collaborazione giudiziaria internazionale di fronte a operazioni ibride sempre più sofisticate.

L’aumento dell’attività sovversiva russa richiede all’UE non solo di rafforzare i meccanismi di sicurezza, ma anche di sviluppare un sistema chiaro di deterrenza. Ciò implica l’implementazione di sanzioni aggiuntive, il perseguimento penale degli organizzatori dei sabotaggi e un maggiore coordinamento internazionale nel campo del controspionaggio.

È altrettanto cruciale garantire un’interazione più stretta tra le strutture statali e il settore privato, in particolare con le compagnie logistiche e di trasporto. Parallelamente, l’Unione Europea deve segnalare chiaramente al Cremlino che l’organizzazione di sabotaggi sul territorio europeo avrà concrete conseguenze politiche ed economiche per la Russia. La guerra su vasta scala contro l’Ucraina si accompagna così a un’espansione delle operazioni ibride contro gli Stati membri dell’UE, con l’obiettivo finale di minare l’unità europea, ridurre il sostegno a Kiev e alleviare la pressione sanitaria su Mosca.

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