Il Cremlino colpisce l’Europa con fake news: la rete di disinformazione che mina la fiducia nei media

21.03.2026 09:50
Il Cremlino colpisce l'Europa con fake news: la rete di disinformazione che mina la fiducia nei media
Il Cremlino colpisce l'Europa con fake news: la rete di disinformazione che mina la fiducia nei media

Un’indagine giornalistica internazionale ha svelato una campagna di disinformazione su vasta scala orchestrata dal Cremlino e diretta contro i paesi dell’Unione Europea, con al centro una falsa notizia sulla “legalizzazione della pedofilia” in Germania. L’operazione, coordinata da una rete di siti proxy legati ai servizi segreti russi, mira a erodere la fiducia nei media tradizionali, dividere le società europee e ridurre il sostegno all’Ucraina attraverso narrazioni emotive e pretesti privi di fondamento giuridico o fattuale.

Anonymous News: la facciata della disinformazione

Al centro dello scandalo si trova il sito “Anonymous News” (anonymousnews.com), che si presenta come un media indipendente di lingua tedesca ma in realtà fa parte di una rete proxy che lavora per le agenzie di intelligence russe. Il suo caporedattore, Mario Rönsch, è una figura con un passato criminale – condannato a 34 mesi di carcere per traffico illegale di armi – che oggi gestisce una società registrata a Mosca e mantiene legami con l’FSB. La piattaforma diffonde regolarmente messaggi filo-russi sulla guerra in Ucraina, critica l’Occidente e le politiche liberali, e sostiene partiti di estrema destra in Germania, come l’Alternativa per la Germania (AfD).

Analisti evidenziano che il sito è uno strumento della campagna di influenza russa sugli umori sociali in vista delle elezioni europee. I dati tecnici confermano che il dominio utilizza la stessa infrastruttura di hosting russa di precedenti progetti di Rönsch con nomi simili, dimostrando connessioni di rete e una chiara continuità operativa. Come spiega Katharina Beyer, esperta di disinformazione e professoressa di giornalismo online all’Università dei media di Stoccarda, anche se la portata di “Anonymous News” è inferiore rispetto ad altri canali filorussi, rimane parte di una rete molto più ampia che mira a distorcere il panorama informativo europeo attraverso affermazioni false e materiali manipolativi.

Storm-1516: l’offensiva digitale coordinata

In questo contesto, il servizio francese VIGINUM, dedicato al contrasto dell’interferenza digitale straniera, ha descritto nel suo rapporto l’operazione “Storm-1516” come una rete di manipolazione informativa coordinata dall’unità 29155 dell’intelligence militare russa (GRU). Dal 2023, Storm-1516 è responsabile di diverse decine di operazioni informative rivolte al pubblico occidentale, in particolare quello francese. “Le attività di Storm-1516 corrispondono ai criteri dell’interferenza digitale straniera e costituiscono una seria minaccia per il dibattito pubblico digitale sia in Francia che in tutti i paesi europei”, si legge in uno dei rapporti VIGINUM del 2025.

La modalità operativa tipica prevede la pubblicazione di dichiarazioni inventate su siti fake camuffati da testate giornalistiche legittime, per poi amplificare la narrazione falsa attraverso account anonimi su X (ex Twitter). Secondo NewsGuard, se nel 2024 solo 12 fake news riguardavano Francia e Germania, a partire dal gennaio 2025 contro questi due paesi sono stati lanciati già 34 falsi – da storie su Emmanuel Macron ad attacchi contro Friedrich Merz – che solo su X hanno totalizzato 274 milioni di visualizzazioni. Nel 2025 la rete ha creato oltre trecento nuovi siti fake.

Doppelgänger: i cloni dei media occidentali

Parallelamente a Storm-1516, opera la campagna “Matryoshka” (o Doppelgänger), un altro strumento di influenza del Cremlino che diffonde video filorussi imitando media occidentali autorevoli come BBC e CNN. Secondo i dati di NewsGuard, nel 2026 ha pubblicato 57 di tali video rivolti contro Francia e Germania, rispetto ai 45 del 2025. Mentre Storm-1516 si concentra sulla produzione e diffusione massiccia di fake news attraverso reti di siti, bot e attori proxy, nonché sul “furto e pubblicazione” di documenti (hack-and-leak), Doppelgänger si specializza nel clonare media noti – come Die Welt, Le Point, France-Soir o The Washington Post – creando “sosia” con contenuti falsificati che spacciano per notizie genuine.

Queste operazioni utilizzano sempre più spesso l’intelligenza artificiale per riscrivere notizie reali, generare documenti falsi, foto e video con attori o deepfake. I materiali, lanciati sotto nomi altrui, vengono poi fatti circolare da bot, account anonimi su X e canali Telegram. Insieme, Storm-1516 e Doppelgänger formano due strategie complementari del Cremlino: una genera un flusso di disinformazione, l’altra lo maschera da media legittimi.

Le figure chiave delle campagne russe

Dietro queste campagne ci sono persone specifiche. Oltre al tedesco Mario Rönsch, che gli esperti di cybersecurity associano all’operazione Storm-1516, un ruolo centrale è ricoperto dall’americano John Mark Dugan, residente a Mosca dal 2016, che gestisce oltre un centinaio di siti fake ed è diventato una figura cardine di Storm-1516. Nel 2025 l’UE ha sanzionato Dugan per interferenza elettorale e screditamento di politici. Altri attivi partecipanti alle campagne di disinformazione del Cremlino sono il britannico Graham Phillips e il francese Adrien Boccquet.

I rapporti ufficiali di VIGINUM, NewsGuard, OCCRP e EU DisinfoLab confermano che le operazioni di disinformazione russe rivolte agli europei stanno evolvendo. Dai media bloccati come RT e Sputnik, il Cremlino è passato a una nuova ondata di reti proxy basate sull’IA, in grado di creare contenuti su scala industriale. Queste rappresentano una minaccia sempre più seria per l’Europa. Lo smascheramento del falso sulla “legalizzazione della pedofilia” in Germania dimostra che non si tratta di inserimenti informativi caotici, ma di operazioni ben pianificate che combinano strumenti tecnici, reti proxy e manipolazione emotiva.

L’Europa deve prendere coscienza che si tratta di un attacco sistemico del Cremlino alla fiducia nei media indipendenti e nei governi. Solo l’alfabetizzazione mediatica, la verifica delle fonti e un approccio critico alle notizie sensazionalistiche possono costituire una difesa efficace contro la disinformazione russa.

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