Il Regno Unito consente agli Stati Uniti di attaccare l’Iran dalla sua base militare in Medio Oriente

20.03.2026 23:45
Il Regno Unito consente agli Stati Uniti di attaccare l'Iran dalla sua base militare in Medio Oriente

Il Regno Unito consente agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari per attaccare l’Iran

Il Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le sue basi militari in Medio Oriente per attaccare i siti da cui l’Iran lancia missili contro le navi nello stretto di Hormuz, segnando un cambio di rotta significativo dalla sua precedente posizione cauta. Questa decisione, criticata dal presidente Donald Trump, arriva dopo settimane di pressioni su Londra affinché adottasse una posizione più assertiva nella guerra in corso, evidenziando così le tensioni tra gli alleati, riporta Attuale.

La scelta del Regno Unito rappresenta solo una «vittoria parziale» per Trump, che aveva richiesto a Londra e agli altri membri della NATO un impegno maggiore, includendo la fornitura di navi militari per scortare le navi commerciali. Nonostante l’escalation delle tensioni, i paesi della NATO non hanno ancora dato seguito a questa richiesta, portando Trump a definirli «codardi» per non voler partecipare a un conflitto che ritiene già vinto e che potrebbe essere facilmente gestito.

Nel contempo, Trump ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie: ha affermato di non voler un cessate il fuoco con l’Iran e ha in programma un possibile attacco all’isola di Kharg, cruciale per le esportazioni petrolifere iraniane. Tuttavia, ha anche indicato su Truth Social che stava considerando di «rallentare i nostri grandi sforzi militari» in Medio Oriente, affermando che gli Stati Uniti si avvicinano al raggiungimento dei loro obiettivi.

Diversi rapporti suggeriscono che gli Stati Uniti stiano valutando l’invasione terrestre dell’isola di Kharg, mentre sono stati inviati oltre 2.000 marines specializzati in operazioni terrestri in Medio Oriente senza ulteriori spiegazioni ufficiali.

Nel frattempo, in Iran, due figure chiave sono state assassinate, tra cui Ali Mohammad Naeini, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione. Israele ha confermato di aver ucciso anche Esmail Ahmadi, capo dell’intelligence delle milizie bassij. La nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, ha trasmesso un messaggio di auguri per il nuovo anno persiano e per l’Eid al-Fitr, ma non si è fatta vedere in pubblico dall’inizio del conflitto.

Nella notte, l’Iran ha nuovamente attaccato la raffineria di Mina al-Ahmadi in Kuwait e ha ripreso le operazioni contro la raffineria di Haifa, in Israele. Israele, nel frattempo, ha intensificato i bombardamenti sulla Libano, ordinando evacuazioni in sette quartieri di Beirut e colpendo obiettivi militari siriani nel sud della Siria per proteggere la comunità drusa.

A Gerusalemme, sono scoppiati scontri tra palestinesi musulmani e la polizia israeliana di fronte a una moschea importante, simboleggiando le tensioni religiose esistenti durante il Ramadan.

In risposta all’escalation, l’Ucraina ha dichiarato di aver inviato sistemi intercettori e altre attrezzature di difesa ai paesi del Golfo e ha inviato squadre specializzate per formare i militari locali.

Il prezzo del petrolio continua a rimanere elevato, mentre il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha dichiarato che Iran, Stati Uniti e Israele potrebbero essere responsabili di crimini di guerra, accentuando la preoccupazione internazionale per la situazione nel Medio Oriente.

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