Trump alterna minacce e promesse di pace mentre si negozia accordo sul nucleare con l’Iran

11.06.2026 09:05
Trump alterna minacce e promesse di pace mentre si negozia accordo sul nucleare con l'Iran

Trump tra minacce di guerra e promesse di pace: l’incertezza sul conflitto con l’Iran continua

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON Il presidente Trump ha oscillato tra minacce e promesse riguardanti il conflitto con l’Iran, senza che nessuna delle due opzioni si fosse materializzata, creando incertezze sul futuro del conflitto e i tempi di un possibile accordo, riporta Attuale. Gli attacchi recenti, definiti “difensivi” e “proporzionati” dal Comando Centrale degli Stati Uniti, sono stati una reazione all’abbattimento di un elicottero Apache americano da parte di un drone iraniano. Durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero colpito nuovamente l’Iran, suggerendo che le azioni non fossero solamente mirate a rispondere all’incidente con l’Apache, ma anche a fungere da “incentivo” per portare l’Iran al tavolo delle trattative, un processo che il presidente intende concludere definitivamente.

Trump ha affermato: “Li abbiamo colpiti duramente ieri, li colpiremo di nuovo oggi, nel caso non siate di fronte alla tv, e vedremo che cosa succede con l’accordo: eravamo vicini ma continuano a prendere tempo e a prenderci in giro”. Ha anche riconosciuto che l’accordo è “completamente negoziato” e che “tutto quello che devono fare è firmare”.

Nelle stesse ore in cui Trump sembrava annunciare la fine dei negoziati, una delegazione di negoziatori del Qatar è arrivata in Iran per riprendere le trattative. Le discussioni tra i rappresentanti americani e iraniani si concentrano su quattro elementi chiave per un nuovo accordo sul nucleare. Se l’Iran accettasse queste condizioni, si tratterebbe di un passo significativo rispetto agli accordi del 2015.

I punti principali dell’accordo proposto includono: 1) sospensione dell’arricchimento dell’uranio per circa quindici anni; 2) diluzione delle attuali riserve di uranio arricchito, coinvolgendo gli americani nel processo; 3) smantellamento dei siti nucleari di Natanz, Fordo e Isfahan, nonostante l’incertezza sulla volontà dell’Iran di procedere in tal senso; 4) richieste che gli ispettori internazionali possano effettuare controlli a sorpresa in qualsiasi momento e luogo.

La road map dei negoziati si estende oltre il tema della riapertura dello Stretto di Hormuz; tuttavia, nonostante l’ottimismo di alcuni negoziatori americani, i contorni dell’accordo restano incerti e potrebbero essere ostacolati da elementi più oltranzisti all’interno dell’Iran.

Da parte sua, Trump ha minimizzato gli effetti della guerra sull’economia americana, osservando un incremento del prezzo del petrolio e un aumento dell’inflazione. Ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno “tirando fuori milioni di barili di petrolio” dallo Stretto di Hormuz, mantenendo un commino ottimista malgrado le tensioni internazionali.

Ultimamente, il presidente ha avvertito nuovamente l’Iran che il prezzo del mancato accordo sarà alto, sottolineando la sua determinazione a perseguire un accordo che reputa vantaggioso per entrambe le parti, purché Teheran dimostri la volontà di collaborare.

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