Terremoto a Pozzuoli: oltre 3.000 sfollati e crescenti preoccupazioni per il futuro della città
Pozzuoli (Napoli), 18 agosto 2026 – Don Mario Russo, parroco del Sacro Cuore ai Gerolimini, centro della protesta dopo il terremoto del 31 luglio, registra oltre tremila sfollati. “C’è tanta confusione, smarrimento. Ma non possiamo demordere, dobbiamo tenere una finestra aperta sulla speranza. Anche se ho una grande paura per le nuove generazioni”, riporta Attuale.
Russo, evocando i suoi ricordi di evacuazione del 1983-85, esprime preoccupazione per i più giovani: “Quando siamo stati evacuati, ero un ragazzino. La mia tristezza è che anche questi ragazzi debbano ripartire da zero. È un carico molto pesante”.
Il parroco, arrivato da una famiglia storica della zona, fa riferimento al passato: “Quello che accade oggi non è nuovo. Anche la Bibbia parla di noi. Nella storia millenaria di Pozzuoli abbiamo visto simili eventi. Eravamo parte dell’Impero.”
La notte del terremoto, Russo ha utilizzato i social media per condividere le esperienze del disastro: “Di noi non parla più nessuno, neanche la stampa nazionale”. Tuttavia, la sua voce risuona tra le preoccupazioni dei residenti che si sentono trascurati.
Il sindaco locale ha confermato l’aumento degli sfollati: “Nel mio viale ci sono 4 palazzi sgomberati. Tanti hanno trovato una sistemazione da conoscenti. E continua lo sciacallaggio sugli affitti, triplicati sui mercati”.
In questo contesto, Russo chiede chiarimenti sulle politiche di sostegno governative: “Perché nel decreto del governo sia previsto il 70% per la riqualificazione sismica degli edifici? In caso di alluvione, il contributo era del 100%. Come possono le famiglie affrontare il 30% di spese per la messa in sicurezza delle loro abitazioni?”
Inoltre, evidenzia la necessità di modernizzare l’approccio alla sicurezza: “Negli anni non si è mai pensato di adottare politiche ‘giapponesi’. Ma servono investimenti sulla sicurezza e sulla stabilità degli edifici.”
Con tutte le chiese inagibili, le celebrazioni della Messa si tengono all’aperto, ampliando la sensazione di precarietà tra i residenti: “Le persone vivono nella paura di una nuova scossa. Sembra davvero di essere tornati agli anni Ottanta, quando Zamberletti sapeva cosa fare in simili situazioni.”
Che tristezza vedere Pozzuoli in questo stato… Le famiglie costrette a ricominciare da zero sono una vera ingiustizia. E poi quel 70% per i danni sismici, ma chi può permettersi di pagare il resto? La sicurezza dovrebbe essere una priorità, non un’idea astratta. La storia ci insegna che servono interventi reali, non promesse vuote!!!