Trump minaccia l’Oman durante le trattative con l’Iran
Lunedì, il presidente Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni provocatorie riguardo all’Oman, affermando: «Se si mettono in mezzo, li radiamo al cazzo di suolo» («we’ll bomb the shit out of them»), in riferimento alle trattative che l’Oman sta tenendo con l’Iran per riaprire lo stretto di Hormuz, separate da quelle statunitensi, che sono in stallo da metà giugno, riporta Attuale.
Benché tali affermazioni possano destare preoccupazioni in altri contesti, nel caso di Trump le sue minacce non sono nuove e sono state spesso seguite da un’assenza di azione concreta. L’Oman, alleato degli Stati Uniti, continua a trattare con l’Iran, avendo già instaurato conversazioni su una gestione condivisa dello stretto di Hormuz. Nonostante le ripetute intimidazioni, finora non ci sono stati attacchi statunitensi contro il paese.
Nella sua retorica, Trump ha storicamente minacciato l’Iran, promettendo di trasformare il paese «in un inferno» e di riportarlo «all’età della pietra». Tuttavia, queste dichiarazioni, spesso non supportate da azioni, hanno contribuito a ridurre l’efficacia della deterrenza americana nella regione. Le minacce di Trump, in particolare all’Oman, non sono nuove: a maggio il presidente dichiarò che «l’Oman si comporterà come tutti gli altri, oppure dovremo farlo saltare in aria».
La strategia di comunicazione di Trump tende a intensificarsi quando si sente sotto pressione. La sua previsione di una guerra contro l’Iran della durata di sole 4-6 settimane non ha mai trovato riscontro nei fatti, col paese che ha mantenuto la sua stabilità e ha persino esercitato un maggiore controllo sullo stretto di Hormuz.
Nell’ambito delle relazioni internazionali, Trump sembra utilizzare la tattica della “teoria dell’uomo pazzo”, simile a quella del presidente Nixon durante la Guerra Fredda, per convincere le nazioni rivali a fare concessioni. Tuttavia, questa strategia ha in gran parte perso efficacia, man mano che il regime iraniano resiste alle pressioni esterne e ha mantenuto robusti il suo potere e la sua posizione geopolitica.
Inoltre, l’amministrazione Trump ha mostrato incoerenza nella sua politica estera, con un ritorno su molte delle sue scelte più controverse. Il fallimento nel Medio Oriente rappresenta, infatti, una delle sue più gravi delusioni, poiché le minacce reiterate non hanno avuto l’effetto desiderato e hanno instillato in Teheran la convinzione che mantenere una linea dura sia vantaggioso.
Un ultimo aspetto da considerare è l’approccio di Trump nei confronti dei media. Secondo l’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, la strategia della Casa Bianca era quella di «inondare la piazza di merda», rendendo difficile per i giornalisti selezionare e verificare le notizie in modo tempestivo. Ciò implica che anche le minacce di Trump, sebbene non concretizzate, servono a distogliere l’attenzione dalle reali conseguenze della guerra in Medio Oriente.