Putin chiede donazioni agli oligarchi per finanziare la guerra in Ucraina
Il presidente russo Vladimir Putin ha sollecitato gli oligarchi russi a fare donazioni volontarie per sostenere la spesa militare del paese, divenuta sempre più difficile da gestire dopo quattro anni di guerra in Ucraina, riporta Attuale. Durante un incontro con imprenditori facoltosi, Putin ha affermato che la Russia continuerà la sua offensiva fino alla conquista totale del Donbas, un’area dell’Ucraina orientale che la Russia rivendica per motivi politici e militari.
Dal 2023 al 2024, la Russia è riuscita a crescere più dell’Occidente grazie alla riconversione della sua economia in un’economia di guerra. Tuttavia, recentemente il paese ha incontrato difficoltà a mantenere questo slancio, poiché le enormi risorse destinate al conflitto mettono a rischio la sua stabilità futura. Le sanzioni internazionali contro le società petrolifere russe hanno costretto la Russia a attingere a un fondo sovrano, che è diminuito significativamente. Con i cali drammatici nelle entrate petrolifere, il paese sta sperimentando un’eccessiva spesa rispetto agli incassi.
Nel corso del 2024, il governo russo aveva aumentato il budget per la spesa militare del 42%, raggiungendo circa 140 miliardi di euro. A gennaio, era stata elevata l’IVA dal 20 al 22%, con l’obiettivo di raccogliere oltre 6 miliardi di euro in tre anni dalle piccole e medie imprese. Il ministro dell’Economia, Maxim Reshetnikov, ha riferito che il governo sta considerando anche l’introduzione di una nuova tassa sugli extraprofitti, simile a quella imposta nel 2023 a varie grandi aziende, qualora il valore del rublo continui a depreciarsi.
In questo contesto, la richiesta agli oligarchi di contribuire al bilancio statale si colloca come un fatto significativo, data l’influenza del regime di Putin su di loro, rendendo improbabile qualsiasi rifiuto. Secondo le fonti citate dal Financial Times, il miliardario Suleiman Kerimov si è detto disposto a donare l’equivalente di un miliardo di euro. Anche Oleg Deripaska, noto magnate del settore metallurgico, avrebbe manifestato la sua disponibilità a contribuire.