Controllo in hotel per Ilaria Salis, eurodeputata in vista del corteo “No Kings”

29.03.2026 06:35
Controllo in hotel per Ilaria Salis, eurodeputata in vista del corteo "No Kings"

Controllo di polizia su Ilaria Salis: un episodio controverso che riaccende il dibattito sulla sicurezza in Italia

Un controllo di polizia avvenuto ieri mattina intorno alle 7:30 nella camera d’albergo dell’eurodeputata Ilaria Salis, presente a Roma per il corteo nazionale “No Kings”, ha generato un acceso dibattito politico. La Salis ha denunciato su X un “controllo preventivo” di oltre un’ora, definendolo un prodotto del Decreto Sicurezza del governo Meloni e parlando di “regime” e “Stato di polizia”. “Mi hanno chiesto documenti, informazioni sul mio arrivo in città e persino se avessi oggetti pericolosi per la manifestazione. Non mi hanno rilasciato alcun verbale”, ha dichiarato la Salis, riportando l’accaduto a margine del corteo, riporta Attuale.

La Questura di Roma ha fornito una versione opposta, sostenendo che si sia trattato di un “atto dovuto” su segnalazione della Germania tramite il sistema Schengen, non correlato al maxi corteo. Gli agenti, una volta accertata l’identità dell’eurodeputata, hanno interrotto le verifiche. “Si esclude categoricamente che sia stato un controllo preventivo in vista della manifestazione”, ha affermato il questore di Roma, Roberto Massucci. Tuttavia, la Salis rimane scettica: “Mi chiedevano del corteo. È inaccettabile”.

Per il partito Avs, quanto accaduto ha un significato di grave allerta. I leader del partito, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno richiesto chiarimenti al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dichiarando: “È inaccettabile che una parlamentare europea sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di schedare l’opposizione?”. Anche l’ex ministro Andrea Orlando del Pd ha espresso preoccupazione, definendo l’incidente un inquietante segnale di repressione politica. Rappresentanti di Rifondazione Comunista e della sinistra extraparlamentare hanno criticato l’episodio, parlando di “clima autoritario” e intimidazione nei confronti di chi manifesta.

Al contrario, esponenti della maggioranza hanno minimizzato l’accaduto. Il deputato di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, ha ironizzato sul pianto della Salis: “Povera rivoluzionaria con l’immunità parlamentare”. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha sollevato dubbi sulle motivazioni della Questura di Roma e ha esortato il governo a chiarire la questione. Fratoianni ha chiesto direttamente al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di convocare l’ambasciatore tedesco. La solidarietà nei confronti della Salis è giunta anche da Filippo Sensi, membro del Pd riformista, che ha affermato: “Questo episodio mi pare molto, molto grave. Non scendo in piazza, ma esprimo a Ilaria tutta la mia solidarietà”.

Il caso Salis ha riacceso il dibattito sul pacchetto sicurezza introdotto all’inizio dell’anno, che include disposizioni sul fermo preventivo, uno scudo penale per le forze dell’ordine, e misure più severe contro coltelli e reati durante le manifestazioni. L’opposizione considera tali misure come una deriva liberticida, mentre la maggioranza le vede come strumenti necessari per combattere la violenza di piazza e le infiltrazioni.

Luca Bolognini

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