Pina Picierno pronta a lasciare il Pd: tensioni con Elly Schlein e opportunità politiche in gioco

22.05.2026 17:05
Pina Picierno pronta a lasciare il Pd: tensioni con Elly Schlein e opportunità politiche in gioco

La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, esponente del Pd, ha espresso ripetutamente il suo malcontento nei confronti della leadership di Elly Schlein. Tuttavia, oggi, 22 maggio, il Quotidiano nazionale ha riportato il rischio che Picierno possa lasciare il Pd, suscitando scetticismo tra i dirigenti del partito. Sebbene vi sia una reciproca simpatia nei confronti di Carlo Calenda di Azione, non sono giunte conferme da entrambi i fronti, né tanto meno dall’ambiente del Pd, riporta Attuale.

Le ruggini con Schlein

Dalla nomina di Schlein, Picierno si è distinta su tutti gli argomenti, criticando in particolare il posizionamento internazionale del Pd. Accusando il partito di non sostenere adeguatamente l’Ucraina e di tollerare l’antisemitismo sulla sinistra, la tensione è aumentata. In particolare, la questione è divenuta critica quando si è scoperto che Picierno aveva incontrato l’organizzazione Israel Defense and Security Forum, cercando inizialmente di non registrarlo nella sua agenda pubblica, il che ha innescato un duro confronto con i membri più a sinistra del partito.

Recentemente, Picierno ha preso posizione sul referendum sulla giustizia: mentre molti riformisti esprimevano riserve, lei è stata l’unica figura di spicco a sostenere il alla riforma Nordio-Meloni. Dopo il risultato, che ha visto prevalere il No ed evidenziato un risultato deludente per il , la sua posizione politica è apparsa più fragile.

I riformisti si mostrano ora più cauti, specialmente in vista delle elezioni politiche del 2027, ma Picierno ha mantenuto una posizione più audace. Attualmente, circolano voci nel Quotidiano nazionale su un possibile addio di Picierno al Pd, senza smentite ufficiali.

La partita europea

Fonti vicine informano che Picierno difficilmente lascerà il Pd prima della successione alla presidenza del parlamento europeo, che si aprirà in estate e dovrà concludersi entro il 2026. Lei risulta essere una delle candidate più forti, poiché la presidenza, dopo il mandato di Metsola, spetterà al gruppo S&D/Pse, con gli spagnoli già in possesso del ruolo di capogruppo.

Attualmente, Schlein non sembra orientata a sostenere il nome di Picierno. Con la trattativa che si intensifica, la possibilità che Picierno possa lasciare il partito invia un chiaro messaggio al Nazareno: una bocciatura sarebbe problematica.

Perché c’entra la Fao

Schlein ha altre questioni in ballo con i suoi interlocutori spagnoli; la trattativa riguarda nomi riformisti, e in particolare Maurizio Martina, ex segretario reggente del Pd, che ambisce al posto di Direttore generale della Fao.

La questione è di alto profilo, e Schlein deve affrontare le critiche del ministro Francesco Lollobrigida sulla sua mancanza di supporto nei confronti del candidato. Se Martina dovesse contendergli la carica con Luis Planas, attuale ministro dell’Agricoltura spagnolo, Schlein potrebbe tentare di trattare simultaneamente entrambe le posizioni, complicando ulteriormente la situazione per Picierno in caso di nomina di Martina, rendendo difficile sostenere che l’area riformista è stata relegata a ruoli marginali.

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