L’impero e il deserto

02.04.2026 11:35
L'impero e il deserto

L’Imperium e il deserto

Bentrovati. Il presidente americano minaccia di riportare l’Iran «all’età della pietra nelle prossime 2-3 settimane». L’era Trump sarà probabilmente ricordata per un ritorno a pratiche di guerra brutali, riducendo un Paese in macerie o alla fame, avallato dalla grande potenza americana, in passato nota per la sua volontà di ricostruire piuttosto che distruggere. Questo è avvenuto a Gaza, ove la risposta inumana del governo israeliano all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha causato devastazione, e sta accadendo a Cuba, dove il blocco petrolifero degli Stati Uniti accentua la crisi socio-economica. Questo contesto di violenza coinvolge non solo il presente delle sue vittime, ma anche l’intero sistema economico globale, mentre la pandemia e i conflitti proseguono, con effetti devastanti sui Paesi più vulnerabili. La lettura suggerita è una lezione di Giampiero Rosati su Tacito, che fa riflettere sull’attuale follia, riportando la sua citazione: «Il nemico più acuto e intransigente del potere tirannico», riporta Attuale.

In Afghanistan, si nota che la situazione presenta un deterioramento simile, con gli Stati più poveri e vulnerabili, colpiti da un bellicismo che si estende anche a correnti più lontane dai motivi dei conflitti in corso. In particolare, Il Corriere online ospita un’analisi del conflitto israeliano-palestinese, un tema centrale della pressione internazionale contro le violazioni dei diritti umani. Inoltre, l’argomento focalizza la crisi di popolarità del presidente argentino, Javier Milei, evidenziando le conseguenze delle sue riforme sul lavoro. La Corte argentina ha bloccato 82 articoli della sua legge, ma gli episodi di opposizione si intensificano in un clima di crescente tensione sociale.

La crisi energetica globale affligge anche le isole del Pacifico, costrette a cercare alternative energetiche per ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili. Le recenti analisi mettono in evidenza una necessità urgente di transizione verso le energie rinnovabili, mentre i conflitti geostrategici nel Medio Oriente aggravano la situazione. In Asia, paesi come le Filippine, lo Sri Lanka e il Bangladesh introducono misure drastiche per rispondere al deficit energetico, mentre in Messico il contesto di insicurezza aumenta dopo la morte del capo dei cartelli, El Mencho, creando un vuoto di potere che rende le aziende vulnerabili agli attacchi dei cartelli locali.

La crisi a Cuba continua a intensificarsi. L’Avana, malgrado la pressione internazionale, mantiene un regime che ignora le reali necessità del popolo. Le recenti dichiarazioni di Sandro Castro, nipote di Fidel, sull’inefficienza della dittatura e la sua ammirazione per il capitalismo sollevano interrogativi controversi. A Gaza, a fronte della devastazione, un’università ha riaperto nel cuore dei campi profughi, testimoniando una resilienza imperdibile.

Questa settimana culmina con notizie che abbracciano varie problematiche, da dichiarazioni di politici a rumors di crimine organizzato, sempre nel quadro di tensioni etniche e politiche che mantengono il mondo in equilibrio precario.

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