Le navi europee iniziano a transitare per Hormuz: l’Italia si prepara a reagire

03.04.2026 15:05
Le navi europee iniziano a transitare per Hormuz: l'Italia si prepara a reagire

Una nave portacontainer francese attraversa lo stretto di Hormuz, prima dall’inizio della guerra

Venerdì, la nave portacontainer francese CMA CGM Kribi ha attraversato lo stretto di Hormuz, attualmente controllato dall’Iran, diventando la prima nave europea a farlo dall’inizio del conflitto. Questo sviluppo evidenzia come alcuni paesi europei, tra cui Francia e Spagna, stiano cercando di stabilire accordi con Teheran per il passaggio delle loro navi, sfidando l’amministrazione statunitense di Donald Trump, riporta Attuale.

Di proprietà francese, ma battente bandiera maltese, CMA CGM Kribi era tra le numerose navi bloccate nel golfo Persico per settimane a causa della chiusura dello stretto da parte dell’Iran. Secondo Bloomberg, la nave ha navigato molto vicino alle coste iraniane, seguendo una rotta imposta dal regime di Teheran per le navi autorizzate.

Il permesso concesso dall’Iran è il risultato di una serie di manovre diplomatiche avviate settimane fa. In sintesi, dall’inizio della guerra, Trump ha invitato i paesi europei e gli alleati della NATO a partecipare a missioni militari per riaprire lo stretto di Hormuz, un’azione che è stata costantemente rifiutata a causa dei rischi elevati associati al pattugliamento aereo e marittimo della zona, che renderebbero le navi occidentali vulnerabili agli attacchi missilistici iraniani.

In risposta, alcuni stati europei hanno cominciato a negoziare con l’Iran per garantire il passaggio delle loro navi. Le prime notizie su queste trattative erano emerse a metà marzo a cura del Financial Times, segnalando che Francia e Italia erano coinvolte, sebbene Roma abbia poi smentito tali affermazioni. Da allora, altri paesi hanno iniziato a prendere parte ai negoziati, con la situazione che si è aggravata dopo un incontro teso del G7, dove le differenze tra gli Stati Uniti e diverse nazioni europee erano emerse in modo evidente.

Il transito della CMA CGM Kribi potrebbe quindi accentuare queste divisioni. Sebbene il governo francese non abbia ufficialmente confermato che il passaggio della nave sia frutto di un accordo con l’Iran, è molto probabile che lo sia, il che spiegherebbe le crescenti tensioni tra Trump e il presidente francese Emmanuel Macron. Recentemente, Macron ha descritto come “irrealistica” l’idea di riaprire lo stretto con la forza e ha criticato Trump per la sua mancanza di serietà nel ruolo di leader.

La Spagna si trova in una posizione simile alla Francia, con i negoziati in corso, sebbene nessuna nave spagnola abbia ancora attraversato ufficialmente lo stretto. Anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha adottato una posizione di sfida nei confronti degli Stati Uniti. Tuttavia, Regno Unito e Italia esprimono maggiori riserve, temendo che tali manovre possano indebolire le loro relazioni con Washington.

In particolare, il governo italiano ha tradizionalmente fatto affidamento sui buoni rapporti tra Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per accrescere la propria influenza internazionale, fino a gennaio. Le tensioni recenti hanno spinto Roma a cercare un equilibrio, allontanandosi leggermente da Trump senza rompere nettamente i legami, come dimostra la recente decisione di negare agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella per operazioni verso il Medio Oriente.

Ora l’Italia si trova di fronte a una scelta cruciale: continuare a mantenere buoni rapporti con Trump o perseguire accordi con l’Iran per facilitare il passaggio delle proprie navi? Le conseguenze economiche di questa decisione sono notevoli, dato che l’attuale passaggio attraverso Hormuz è limitato e ha impatti significativi sulla crisi energetica. La crescente necessità di idrocarburi del Golfo rende urgente il mantenimento di flussi stabili, specialmente mentre il governo Meloni affronta prospettive economiche preoccupanti nel prossimo anno a causa delle ricadute del conflitto.

Attualmente, il passaggio delle navi autorizzate dall’Iran a Hormuz rimane complesso. Secondo Bloomberg, il regime ha instaurato un sistema di controlli stringenti: le compagnie marittime devono contattare un’agenzia legata ai Guardiani della Rivoluzione, fornendo tutte le informazioni sulla nave desiderosa di passare. Ogni nave deve anche pagare un pedaggio, con un costo di almeno un dollaro per barile di petrolio trasportato, da versare in yuan cinesi o criptovalute. Solo dopo aver effettuato il pagamento, i Guardiani rilasciano un codice che funge da pass a radio e indicazioni dettagliate sul percorso consentito.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere