Stati Uniti completano blocco navale dello stretto di Hormuz per fermare il traffico economico verso l’Iran

15.04.2026 13:05
Stati Uniti completano blocco navale dello stretto di Hormuz per fermare il traffico economico verso l'Iran

Blocco navale dello stretto di Hormuz completato dagli Stati Uniti

Nella notte tra martedì e mercoledì, il Comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti ha annunciato che il blocco navale dello stretto di Hormuz è stato completato, e che «le forze statunitensi hanno completamente bloccato il traffico economico via mare da e per l’Iran», riporta Attuale.

Il blocco era stato annunciato dal presidente Donald Trump nel fine settimana ed è entrato in vigore lunedì, richiedendo alcuni giorni per la sua attuazione. Tuttavia, già martedì erano segnalati movimenti di navi attraverso lo stretto di Hormuz, suggerendo che il blocco non fosse completamente efficace. Ma non è così semplice; di seguito, verranno chiariti i dettagli e il funzionamento del blocco.

Nonostante la terminologia utilizzata da Trump, parlare di un blocco effettivo dello stretto di Hormuz è impreciso. Le forze statunitensi non sono dislocate in prossimità dello stretto, dove sarebbero vulnerabili, ma piuttosto nel golfo di Oman e nel mare Arabico, per monitorare il traffico navale. La posizione esatta delle navi americane non è nota, ma si possono ipotizzare delle aree operative.

Il funzionamento del blocco navale implica che gli Stati Uniti monitorano le navi in partenza dai porti iraniani, utilizzando principalmente i sistemi di tracciamento automatico (i transponder), obbligatori per ogni nave in navigazione. Tuttavia, alcune imbarcazioni che commerciano con l’Iran tentano di mascherare la loro posizione disattivando il transponder o impiegando metodi per confondere la localizzazione.

Un esempio è la petroliera cinese Rich Starry, che tra il 3 e il 14 aprile ha navigato nel golfo Persico utilizzando una tecnica nota come spoofing per occultare la sua posizione. Questo ha portato a credere che la Rich Starry, già soggetta a sanzioni statunitensi, stesse caricando petrolio iraniano in quel periodo.

Le forze statunitensi, tuttavia, non si affidano solo ai transponder per monitorare le navi. Una fonte militare ha confermato ad Associated Press che sono in uso altri metodi di sorveglianza, sebbene non siano stati specificati. Tra questi potrebbero esserci la sorveglianza satellitare e i droni.

Quando una nave salpa da un porto iraniano, gli Stati Uniti si mettono in contatto via radio ordinando il ritorno dell’imbarcazione o di fermarsi nel golfo Persico. La Rich Starry è un esempio chiarificatore: dopo aver caricato petrolio iraniano, è emersa martedì dallo stretto di Hormuz, creando inizialmente confusione sulla validità del blocco navale.

Tuttavia, dopo essere uscita dallo stretto e trovandosi nel golfo di Oman, la Rich Starry è stata contattata dalle forze statunitensi, che le hanno ordinato di tornare indietro. La nave ha obbedito ed è rientrata nello stretto di Hormuz mercoledì. Lo stesso è avvenuto per la nau Christianna, partita dal porto iraniano di Bandar Imam Khomeini, che martedì ha attraversato lo stretto e mercoledì è stata costretta a tornare indietro, secondo quanto riportato dalla BBC.

Gli Stati Uniti prevedono di eseguire controlli non solo sulle navi in uscita dal golfo Persico, ma anche su quelle in entrata, bloccando quelle dirette ai porti iraniani e lasciando passare le imbarcazioni destinate ai porti degli stati arabi del Golfo. Attualmente non è chiaro se verranno adottate eccezioni o se il focus sarà su determinati tipi di navi, come le petroliere.

Fonti hanno riferito al Wall Street Journal che finora sono state intercettate otto petroliere legate all’Iran tramite comunicazione radio, senza necessità di impiegare la forza. Gli Stati Uniti, comunque, sono pronti a bloccare fisicamente o ad abbordare le navi che tentassero di forzare il blocco. Il Wall Street Journal ha anche evidenziato la partecipazione al blocco di 15 navi da guerra statunitensi e circa 10.000 militari, compresi marines specializzati in operazioni di abbordaggio.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere