Divieto di arrampicarsi sugli alberi a Sestri Levante, nuova iniziativa comunale controversa
“Il sindaco deve credere che siamo delle scimmie”. È stato questo il commento di alcuni cittadini di Sestri Levante dopo aver visto un dipendente comunale inchiodare a un albero il cartello con il divieto di arrampicarsi. Il Comune ha dichiarato che l’iniziativa è stata proposta dall’agronomo dopo aver osservato dei giovani arrampicarsi su un albero. Pertanto, sono stati affissi dei cartelli con la dicitura “Vietato arrampicarsi sugli alberi” in italiano e inglese, accompagnati da una spiegazione in italiano: “Questo segnale (un omino stilizzato che cade dall’albero, ndr) indica che non ci si può arrampicare sugli alberi perché il ramo si può spezzare e voi cadreste battendo la testa”, riporta Attuale.
La notizia non sarebbe eccezionale se Sestri Levante non fosse rinomata, oltre per il suo paesaggio e il patrimonio culturale, anche per la contestata “ordinanza 100 divieti“. Questa ordinanza, risalente a settembre 2025, ha attirato l’attenzione dei media nazionali, imponendo severe restrizioni che vanno dal divieto di stendere i panni fuori dalle finestre al divieto di giocare a palla, bocce e calcio solo per chi ha più di dodici anni. Ulteriori regolamenti comprendono il divieto di fare baccano, mantenere i balconi e i giardini in ordine e segnali di divieto per i cani, che non possono urinare nei pressi di portoni e negozi.
Inoltre, il comportamento dei cittadini è sorvegliato attraverso disposizioni che obbligano a raccogliere le deiezioni canine e a presentare un sacchetto in caso di accertamento. Le biciclette non possono essere legate ai pali per strada, e la richiesta di elemosina è vietata davanti ai negozi, supermercati, semafori, incroci e chiese, in quanto considerata una “offesa alla pubblica decenza”.
Ma che assurdità! Sestri Levante sembra un campo di concentramento per le idee. L’albero è un simbolo di libertà, e adesso non ci possiamo neanche arrampicare? La prossima cosa sarà vietare il vento perché non si sa mai… Ah, la burocrazia!