Il Calcio Giovanile Sotto la Lente: Il Libro di Giulio Mola Esplora Realtà e Illusioni
Milano, 7 aprile 2026 – “Se un ragazzo nasce con un dono, quel dono non appartiene né a procuratori né a dirigenti. È suo. Il calcio dovrebbe soltanto permettergli di mostrarlo al mondo, non affogarlo nei conti bancari degli adulti”. Parole incisive di Gianni Rivera, che riassumono una verità fondamentale nel mondo del calcio giovanile. Spesso, però, la storia è ben diversa, come evidenziato da Giulio Mola, responsabile della redazione Sport de Il Giorno, il quale denuncia “il calcio dei maneggioni e dei loschi individui” e promuove il libro “Piccoli calciatori. Grandi sogni”, offrendo uno sguardo critico su questa industria, riporta Attuale.
Nel libro, Mola racconta le esperienze vissute seguendo suo figlio nei campetti della provincia e delle periferie metropolitane, evidenziando il contrasto tra la bellezza autentica del gioco e le dinamiche commerciali corrotte che lo circondano. Lì, dove il talento si scopre nei campi polverosi, emerge un panorama di “mercanti e imbroglioni” che sfruttano i sogni di bambini e ragazzi, infilandoli in un borsone insieme alle scarpette.
Riflettendo sulle esperienze di tornei amatoriali e gesti di fair play, Mola accenna anche ai lati oscuri: i papà ultras, le mamme ambiziose e gli allenatori che mirano alla vittoria a ogni costo, insieme a falsi procuratori e promesse ingannevoli. Il libro, edito da Diarkos con la prefazione dell’ex centrocampista Antonio Di Gennaro, è più di un semplice resoconto; è un viaggio fatto di domande, riflessioni e consigli, spingendo i lettori a riflettere sulle problematiche attuali del calcio giovanile.
Mola avverte che la Procura federale ha già aperto inchieste su “cattive abitudini” e pratiche sleali, cercando di fare chiarezza su un sistema che spesso ignora le promesse dei giovani talenti. La narrativa proposta dall’autore è stimolante e provocatoria: “ogni riferimento a persone esistenti o fatti realmente accaduti non è puramente casuale”, suggerisce, mentre denuncia pratiche discutibili come agenti che chiedono “300 euro come spese” per far circolare il curriculum di un giovane calciatore tra le società.
In un contesto dove i sogni possono trasformarsi in delusioni, chi non partecipa a questo sistema di affari rischia di rimanere escluso. Mola mette in risalto che, “non tutti hanno talento, ma c’è chi ha il coraggio di inseguire comunque un sogno”, e solleva la questione della necessità di rinnovare il sistema, accusando la mancanza di volontà di cambio nella società. “E allora i bambini non sognano più”, dichiara con tono rassegnato.
Il messaggio finale del libro riecheggia un consiglio saggio, ricco di esperienza: “Ricordati che in fondo il calcio è solo un gioco. E non dimenticarti che c’è sempre una prossima volta”. Con questa riflessione, Mola invita a considerare il calcio non solo come uno sport, ma come un catalizzatore di esperienze vitali per i giovani.